Pierpaolo Vargiu: il “Fois” volano in una città d’arte

NATO A

CAGLIARI, il 21 luglio 1957

Laurea in medicina e chirurgia, Master EMMAS SDA Bocconi, Specializzazione in medicina legale, Specializzazione in odontostomatologia, Specializzazione in radiologia; Radiologo

ELETTO NELLA CIRCOSCRIZIONE

XXVI (SARDEGNA)

LISTA DI ELEZIONE

SCELTA CIVICA CON MONTI PER L’ITALIA

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Pierpaolo Vargiu:

il “Fois” volano in una città d’arte

 “Le priorità di sviluppo di una città sono coerenti con la sua scelta identitaria. In altre parole, se Cagliari avesse scelto di essere identificabile nel mondo come “città della cultura”, mi aspetterei un pullulare di iniziative in questo settore.”

Onorevole Vargiu, partiamo da un dato di fatto, Cagliari non ha mai posto a sistema cittadino la sua istruzione artistica, come lei ben sa l’anomalia di questo è rappresentata dal Liceo Artistico e Musicale “Foiso Fois”, l’unico d’Italia e d’Europa a non avere ancora una sede fissa idonea storica per pertinenza didattica e laboratoriale, come è possibile un tale ritardo in un settore strategico e produttivo nodale per tutta l’industria culturale e turistica delle grandi città metropolitane Europee?

 Le priorità di sviluppo di una città sono coerenti con la sua scelta identitaria.

In altre parole, se Cagliari avesse scelto di essere identificabile nel mondo come “città della cultura”, mi aspetterei un pullulare di iniziative in questo settore.

Se volessimo essere identificati come “La città dello sport”, immaginerei che i flussi economici andrebbero prevalentemente nell’infrastrutturazione sportiva e nella promozione di eventi, congressi, manifestazioni internazionali sportive.

Per tornare a noi, se Cagliari desiderasse trasmettere un’idea di sé come “città dell’arte”, ci sarebbe davvero da stupirsi per le incredibili peripezie del Foiso Fois.

Ma sembra a lei che ci sia a Cagliari un dibattito su “quale identità debba avere la città” per poter garantire un futuro a sé stessa e a chi ci dovrà vivere?

A me sembra di no.

“Ma sembra a lei che ci sia a Cagliari un dibattito su “quale identità debba avere la città” per poter garantire un futuro a sé stessa e a chi ci dovrà vivere? A me sembra di no.”

L’anomalia Cagliaritana riguardo l’istruzione artistica non si ferma al “Foiso Fois”, Cagliari è anche l’unica città metropolitana d’Italia e d’Europa a non avere ancora una pubblica Accademia d’Alta Formazione Artistica, insomma si è in ritardo di secoli rispetto la Firenze Medicea e l’dea dell’arte al centro del tessuto produttivo comunale fondante di tutto il patrimonio culturale Europeo, questo nonostante la Riforma Gentile nel 1923 prevedesse la nascita dei Licei Artistici dove ci fosse un’Accademia di Belle Arti, a Cagliari è nato un Liceo Artistico (in ritardo rispetto al resto d’Italia di più di cinquant’anni) ed ancora manca un’Accademia di Belle Arti, ma come è possibile che nessuno ad ora abbia mai ragionato e progettato seriamente in questo senso?

Dovrei ripetere la risposta che ho già dato alla domanda precedente, ma in realtà, semplicemente raccontando la storia, purtroppo lei si risponde da solo.

Oggi viviamo ristrettezze di bilancio, che colpiscono le famiglie esattamente come lo Stato, che rendono assai difficile allargare la platea dell’offerta pubblica in qualsiasi settore (penso, con dolore, alla nostra sanità!), anche laddove sembrerebbe semplice e logico investire. Quarant’anni fa, quando i soldi sembravano non finire mai, mortificare questa opportunità è stato sicuramente colpevole.

Scaricare le colpe sui protagonisti del passato non sposta però di una virgola il problema, che può invece essere risolto se la nostra città trova la consapevolezza del volano di sviluppo economico che può essere rappresentato dall’arte e dall’indotto che le gira intorno.

“Oggi viviamo ristrettezze di bilancio, che colpiscono le famiglie esattamente come lo Stato, che rendono assai difficile allargare la platea dell’offerta pubblica in qualsiasi settore (penso, con dolore, alla nostra sanità!), anche laddove sembrerebbe semplice e logico investire. Quarant’anni fa, quando i soldi sembravano non finire mai, mortificare questa opportunità è stato sicuramente colpevole.”

Cagliari è anche l’area metropolitana d’Italia con il più alto tasso d’abbandono e d’emigrazione di studenti tra i 18 ed i 30 anni, in un’isola dove la dispersione scolastica in relazione alla densità di popolazione è la più alta d’Europa, in questo scenario gli studenti che si diplomano al Liceo Artistico di Cagliari e decidono di frequentare un’Accademia di Belle Arti o emigrano o per questioni di portafoglio abbandonano gli studi, possibile che Cagliari nel 2017 debba essere l’unica città metropolitana Europea dove la formazione artistica sia un distinguo di classe sociale?

Torniamo a bomba sul problema più importante.

Siamo in una città di anziani, che si godono il privilegio di vivere in una bella città, con una qualità della vita alta e non si pongono il problema di chi verrà dopo di loro.

L’accesso alla formazione di maggior qualità è già oggi un distinguo di classe sociale, che non è purtroppo limitato alla sola formazione artistica.

I nostri giovani con una famiglia economicamente capiente alle spalle, insieme a quelli più determinati, già studiano oltre Tirreno o in giro per il mondo e si preparano ad opportunità lavorative fuori dalla Sardegna. Questo significa che noi perdiamo una buona fetta della parte migliore e più motivata dei nostri giovani.

E che la società sarda può contare su risorse umane decrescenti per le sue speranze di crescita.

Esattamente il contrario di ciò di cui avremmo bisogno.

“I nostri giovani con una famiglia economicamente capiente alle spalle, insieme a quelli più determinati, già studiano oltre Tirreno o in giro per il mondo e si preparano ad opportunità lavorative fuori dalla Sardegna. Questo significa che noi perdiamo una buona fetta della parte migliore e più motivata dei nostri giovani. E che la società sarda può contare su risorse umane decrescenti per le sue speranze di crescita.”
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