Politi: Sono i nostri desideri a creare l’opera d’arte

Artisti senza pensiero

Direttore,
leggo sempre con piacere i suoi Amarcord, che un poco diventano anche i miei visto che non sono più un giovincello di primo pelo e navigo verso la mezza età, per questo mi chiedo quanta pazienza tu abbia avuto nel dialogare con gli artisti, spesso senza reali pensieri per poi raccontarli nel tempo.
Io quando ho a che fare con artisti senza pensieri, non dialogo, fingo di farlo, ma converrai che è un poco stancante, cosa non si fa nel nome della passione per la propria professione, non è così?
Mimmo Di Caterino

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Sono i nostri occhi e i nostri desideri a creare l’opera d’arte


Caro Mimmo,
ma io non ho mai conosciuto artisti noiosi.

Su migliaia che ne ho incontrati e frequentati ognuno mi mostrava il suo lato oscuro o inquietante ma sempre fascinoso.

Dipendeva da me se un artista era noioso.

Ma in genere io ho sempre stimolato e provocato l’interlocutore.

E da tutti ho appreso qualcosa.

Anche da chi non parlava. Il mutismo è un linguaggio misterioso e pieno di significati.

Chissà se un giorno riuscirò a raccontare questi artisti.

A Barcellona visitammo lo studio di Antoni Tapies, pittore coltissimo e di grande fascino.

Nel suo grande studio notammo una grande buca a forma di cubo, dalle pareti alte tre metri.

È il mio pensatoio, ci spiegò.

Ogni mattina quando arrivo in studio, scendo nel pensatoio e ne percorro il perimetro molte volte, sino a che non mi arriva una idea o “ispirazione” per il lavoro.

E questo, per circa cinquant’anni, è stato il suo esercizio spirituale prima di iniziare la giornata che poi riempiva di pittura, spesso grande pittura, scultura, ceramica, grafica, tanta grafica, ecc.

Mi sovviene anche Peter Fend, ora in mostra in Sardegna e che a lungo è vissuto a Lugano.

Passavo spesso da lui che mi parlava dei suoi lavori, progetti visionari, di grande architetto del mondo.

Immaginava (ne era convinto) di trame dei servizi segreti o delle grandi potenze economiche che volevano decostruire il mondo e lui lì, pronto ad arginarli.

Come puoi non appassionarti a questi personaggi, ognuno dei quali ti regalava un pezzo di follia che ti permetteva di trascorrere meglio la giornata.


No caro Mimmo, di artisti noiosi non ne ho incontrati. E se fosse capitato qualche volta, la colpa era solo mia che non riuscivo a stimolarli al punto giusto.

Io ho sempre creduto che l’artista siamo noi e che sono i nostri occhi o il nostro pensiero a rendere interessante l’interlocutore o la sua opera.

Senza i nostri occhi e i nostri desideri l’opera d’arte non potrebbe esistere.

Giancarlo Politi, Storico Direttore di Flash Art e Flash Art international

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