“Portrait of an Ass 2” di Giuliano Sale

Ruggero Mameli ha scelto Cagliari Art Magazine per fare il punto storico e critico su una realtà contemporanea complessa come quella isolana, che come collezionista (e profondo conoscitore) ha la forza d’incarnare.

In questo testo ci racconta un lavoro di Giuliano Sale nella sua collezione, buona lettura:

Senza coraggio, c’è solo pittura, non Arte.

Le abilità tecniche non sono tutto, servono le idee.

Continuo a ripetere che se non si è coraggiosi, nell’arte, non si può ambire a un buon risultato.

Non serve essere capaci di riprodurre o copiare volti o paesaggi alla perfezione, questo potrebbe essere apprezzato nel panorama iperrealista, ma non è il mio caso.

Non è ciò che cerco.

Disprezzo questo tipo di pittura.

Per questo esiste la fotografia e serve poco altro.

Anzi, non serve altro.

Ho un pezzo, in Collezione, che meglio di altri rappresenta la mia idea di coraggio: “Portrait of an Ass 2” (olio su tela 60×70 cm.) di Giuliano Sale.

È un culo.

Il meraviglioso culo di una donna di mezza età alla quale poco importa della bellezza in senso stretto.

Nel dipinto non c’è un volto, non ci sono mani, non ci sono gambe.

C’è solo il culo, eppure, quel culo, è sinonimo di coraggio e intelligenza.

Ma non solo per il coraggio della modella che si presta a questa, per i più, disgustosa e volgare posa e che comunque ammiro, quanto al coraggio dell’artista.

La storia dell’arte è piena di nudi da sempre; forse migliaia di dipinti rappresentano donne nude: sul letto, al bagno, sul prato.
Da la “ Venere di Urbino” di Tiziano (1538) a “Nudo, foglie verdi e busto” di Picasso (1932).

Lavori meravigliosi, ma in entrambi c’è una figura intera, non c’è solo una parte del corpo, c’è tutto.

La loro è una rappresentazione della bellezza più classica, che ha certamente a suo tempo destato scandalo, e sono riusciti a rappresentarla in modo straordinario.

Ma questo non è un nudo: è un culo.

Giuliano non fa certo parte di quel gruppo di artisti che ha fatto la storia dell’arte, chissà forse un giorno lo sarà, ma per ora è solo un artista giovane e talentuoso, straordinariamente dotato che riesce a togliere il fiato a chiunque abbia un po’ di sensibilità e che sappia osservare.

Non voglio certo permettermi di opinare su dipinti che sono le fondamenta della storia dell’arte, lascio quel lavoro agli storici, ai critici o agli studiosi.

La mia è solo, come sempre, l’opinione di un collezionista che presta molta attenzione ai giovani e ai quali mi permetto di dare qualche consiglio spiegando loro cosa cerco per la collezione, nel caso ambiscano a farne parte.

Il lavoro di giuliano Sale non è solo tecnicamente perfetto, è coraggioso.

È anche lussurioso, intrigante, voluttuoso, incita al desiderio e suscita emozione.

Uno sfondo azzurro chiaro ne sottolinea i tratti ed evidenzia il puro intento di mettere davanti agli occhi di chi osserva una tale carenza di vergogna o pudicizia da lasciare lascia di stucco chiunque.

In alto si intravedono appena due gomiti che fanno da cornice a una leggera maglia azzurra che scivola sulla schiena, quasi fosse un drappeggio ottocentesco adattato a un contesto contemporaneo, lasciando spazio al soggetto del dipinto, alle sue tonalità e in qualche modo invitando a immaginare le forme prosperose della donna.

I glutei sono quasi flaccidi, decorati dai segni della cellulite e da piccole sacche adipose evidenziate dalle ombre che si vanno a posare sulla pelle timidamente rugosa.

Le cosce sono irregolari, quasi rotonde, macchiate dall’età e vanno quasi a incrociarsi.

Evidentemente la modella assume una posizione chiastica giacche’ il peso del corpo è sbilanciato su una gamba, creando cosi un movimento che rende la composizione più interessante e accentuando la fisionomia femminile e la sua femminilità matura.

Persino il colore della pelle è bello.

Quel colore non più chiaro che evidenzia la carenza di elasticità.

Le sfumature sono delicate, soavi e ricche di maestria, frutto di un’intesa perfetta tra mano e pennello, quello di sempre, grande e consunto.

L’olio è tirato all’inverosimile e lascia la superficie del dipinto tanto liscia da sembrare acrilico.

È questo il concetto di bellezza che l’artista ha in mente.

Dipingendo il sedere di una diciottenne avrebbe dovuto occultare questi splendidi dettagli del tempo e dell’età, per lasciare spazio ad altri dettagli, certo, ma meno interessanti e certamente meno vissuti. Il tempo è già di per sé un elemento che affascina da sempre.

Probabilmente perché passa e non torna e come tutte le cose perse, che sono ciò che più ci affascinano, ci lasciano un ricordo più vivo, persino più accentuato.

La reazione di chi osserva, in particolare quando si tratta di donne di mezza età, è sempre e solo una: “Non mi piace”, “Che senso ha”, “E’ volgare”.
E mi chiedono: “ma perché?”
E io rispondo: “perché è bellissimo!”

Le donne di mezza età tendono a non piacersi, forse è per questo che si truccano mediamente più delle giovani, perché indossano più profumi, perché necessitano di una messa in piega una volta la settimana se non due, quasi a sopperire quelle fisicità che l’età lascia loro addosso, quella mancanza di giovinezza.

Ciò che ignorano è che è proprio quella la loro carta vincente, la loro bellezza sta tutta li, nei loro anni, in quel leggero sovrappeso, in quelle rughe, e Giuliano Sale non ne fa un segreto, tutt’altro, lo urla a squarciagola.

La soavità dei colori contrasta fortemente con il soggetto.

Quell’azzurro chiaro che ricorda i soffitti dell’asilo infantile o degli ospedali. Un colore che da serenità’.

Rilassa. Il colore delle vergini e degli innocenti, come il velo della madonna. Eppure il soggetto non è affatto innocente; ha peccato più volte, perché donna (e si sa, per un cervello poco dotato la donna pecca più di un uomo solo perché donna), perché è una parte anatomica che ha una sua specifica funzione che, vuoi per bigottismo o per mediocrità intellettuale, non immaginiamo possa essere guardato in altro modo.

Ma qui si parla di bellezza e ognuno la intende come crede ed è giusto cosi. Ciò che differenzia Giuliano, in questo caso, è il suo spudorato coraggio nel sottolineare, alla luce del sole, davanti a tutti: questo è ciò che mi piace. Questo è bello.

Che artista straordinario è Giuliano Sale. Dio quanto mi piace! .

Ruggero Mameli

 

 

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