POSSIBILITÀ E LIMITI DEL RISVEGLIO ECOLOGICO 

POSSIBILITÀ E LIMITI DEL RISVEGLIO ECOLOGICO

Dopo la manifestazione di venerdì e le decine di analisi prodotte su quest’ultima, si può provare a tracciare quali possibilità e limiti politici contengano le istanze avanzate dalle varie associazioni, intellettuali e forze politiche contro il cambiamento climatico.

Sono solo spunti ovviamente

1– Il nuovo movimento riesce a mobilitare in massa gli under 25, una categoria elettorale ad oggi scarsamente interessata alle battaglie e alle tematiche storiche di destra e sinistra.

Li mobilita grazie a social challenge, meme, stories su Instagram, manifestazioni colorate a scarso contenuto di formule politiche e partitiche, ma soprattutto utilizzando come icone adolescenti tipo Greta, dando così ai giovani dei modelli vicini a loro a cui ispirarsi.

2- La scarsità di istanze concrete e le modalità di mobilitazione ad alto tasso di visibilità social, fanno rientrare il movimento anti cambiamento climatico nella categoria della folk politic.

Ma una folk politic capace di creare consenso non solo nella sinistra più o meno parlamentare, ma anche nell’elettorato moderato e perfino di destra… creando una potenziale piattaforma per alleanze trasversali riutilizzabili per creare governi solidi.

3- Dopo la scoppio della bolla legata alla speculazione sulle criptovalute, i dati contrastanti sulla nuova generazione di start up (Spotify, Uber, ecc sono perennemente in rosso) la grande finanza è a corto di idee su dove spostare grandi capitali che producano rendite sicure e veloci.

La nuova generazione di start up per la produzione di merci e servizi ecologici potrebbe creare un nuovo campo d’interessanti investimenti, soprattutto se alle prossime elezioni dovessero vincere forze politiche favorevoli a elargire finanziamenti pubblici e agevolazioni fiscali a questo tipo di mercato.

Una nuova grande coalizione politica ambientalista (vedi punto 2) quindi potrebbe intercettare gli interessi del grande capitale, assicurandosi così il necessario appoggio economico per vincere le elezioni.

4- Le istanze ecologiste pur appartenendo alla famiglia del politicamente corretto, sono percepite come meno divisive e più attraenti per chi avversa questa corrente rispetto ai diritti LGTBQ+ e degli immigrati.

Questo permetterebbe di recuperare un elettorato moderato e di destra deluso dal sovranismo, e di ricompattare una sinistra che attorno a questi temi si è spaccata in decine di fazioni in lotta fra loro.

 

5- Il movimento ecologista potrebbe riuscire a riunire le istanze dei diritti civili con quelle dei diritti sociali.

Non a caso la sinistra del Partito Democratico USA per promuovere il Green New Deal punta molto sul suo potenziale di realizzare la piena occupazione.

Utopia? Sicuramente sì, ma è una carta elettorale potenzialmente vincente, capace di dare una base morale-ideale alle politiche economiche neokeynesiani care ai millennials.

6- La riconversione industriale per rendere prodotti e servizi ecocompatibili potrebbe essere uno straordinario modo per tagliare rami secchi della produzione, salvare tramite iniezioni di capitale statale quelli agonizzanti ma riutilizzabili in prospettiva, e creare una nuova generazione di imprenditori verdi, dopo che la minibolla del primo decennio del 2000 aveva falciato in massa start up e aziende dalla mission ecologista.

7- Dopo il fallimento del culto dei diritti umani e la dismissione del politicamente corretto a causa della vittoria delle destre, manca un culto religioso laico capace di unificare l’Occidente e differenziarlo a livello ideologico dal blocco asiatico (India e Cina).

Il movimento ecologista, con le sue immagini apocalittiche, il forte richiamo ad un’etica nel contempo individuale (consumo responsabile, vegetarianesimo e veganesimo, ecc) e collettiva (nuove politiche industriali, tutela del patrimonio naturale, ecc), e il suo respiro globale -il pianeta è uno e lo può salvare solo lo sforzo congiunto di tutta l’umanità-sembra perfetto per rimpiazzare gli aborti di religioni laiche che dovevano prendere il posto delle ideologie novecentesche.

Potrebbe in prospettiva ridare una legittimità ideologica al neoliberismo, ormai privo di un velo d’idealità che ne copra le porcherie economico-politiche.

8- I limiti del risveglio ecologista sono inseparabili dai suoi punti di forza. Rimane ancorato al modello fallimentare della folk politic, almeno finché non si crearà un governo che ne appoggi le istanze.

E’ ideologicamente un corollario del politicamente corretto, questo implica che se ne porta appresso i difetti: limitazioni della libertà di parola, accuse agli scettici e agli avversari di hate speech, continue scissioni e faide intestine per chi è più “progressista” e “civilizzato”.

La sua potenziale appetibilità per il grande capitale industriale e finanziario lo rende in prospettiva un velo ideologico buono per qualunque tipo di governo: socialdemocratico, neoliberista e perfino sovranista, limitandone fortemente la carica di redistribuzione sociale.

In ultimo c’è da chiedersi se l’uomo occidentale sia pronto ad entusiasmarsi a sufficienza per una nuova religione civile, dopo che in nemmeno 30 anni quella dei diritti umani e il politicamente corretto si sono affermate e cadute senza troppi rimpianti da parte dell’uomo medio occidentale.

Federico Leo Renzi

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