Potere e dominio sull’altro!

Incredibile come ci siano uomini che dedicano la propria vita a costruire potere e dominio sugli altri.

Nascono in guerra, assetati di primato sul resto dei viventi, nascono maledetti, nascono già armati sino ai denti, condannati da Madre Natura alla brama instancabile di potere, combattono, dal primo urlo all’ultimo rantolo combattono per essere re e imperatori.
Dotati di incredibile forza d’animo e ferrea volontà di affermazione, storpiati e privati da Madre Natura del dono dell’amore, della pìetas, del senso di appartenenza alla grande comunità umana, sin da tenera età, instancabili, determinati, costruiscono clan, piccole e grandi comunità di clientes, strutture di vassallaggio, sistemi di protezione ed elargizione di privilegi e beni arbitrari a orde di storpi e bisognosi come loro privati dell’amore ma, al contrario di loro, privati anche della forza di emergere e prevalere: i clientes, uomini parziali, figli di un Creatore ubriaco, votati alla suzione delle briciole, degli umori corporei del tiranno amico, di quanto di più appetibile e disumano coli dai pori e dagli anfratti oscuri del loro Signore e Carnefice.


In questi giorni potete osservare uno di questi, vecchio, decrepito, con ancora una manciata e uno sputo di anni da vivere, e vederlo ancora combattere, ancora rivendicare potere, controllo di anime, con la spada in pugno, la bava alla bocca, il fervore bellico di un ventenne; e dietro di lui le urla di incitamento di clientes, clan, gruppi di potere, sue creature costruite in una vita di instancabile impegno e infernale solitudine.


E che nessuno chiami questo Medioevo!


Va di moda oggi citare a cazzo il Medioevo.

Questo è un Medioevo parziale, un Medioevo storpio, un Medioevo senza l’arte Bizantina, i suoi mosaici, il Mausoleo di Galla Placidia, i manoscritti miniati (nella foto una “pagina tappeto” dell’Evangelario di Durrow), senza l’arte e l’archittettura romanica, senza la rivoluzione del gotico, senza la basilica di Sant’Apollinare in classe (nella foto il suo mosaico absidale), un Medioevo senza Giustino, senza Tertulliano, senza il Digesta di Giustiniano, senza Sant’Agostino, Tommaso D’Aquino, senza la filosofia araba di Averroé, un Medioevo senza San Francesco d’Assisi, senza Cimabue, senza Giotto, senza l’immenso Guglielmo D’Ockham, un Medioevo senza Luce.


Pagliacci ignoranti!

Capre ignobili!

Il Medioevo è una delle esperienze più sublimi ed entusiasmanti della vicenda umana su questa terra!
Chiamate i nostri tempi come volete, chiamateli “buchi di culo” ma, per favore, non chiamateli Medioevo.

Antonio Musa Bottero

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