Povero zombie

Il povero è come lo zombie: smuove contemporaneamente paura e compassione, odio ed empatia, viene studiato come una variante adulterata dell’umano, per poi essere più efficaciemente nascosto, confinato, represso.
Tale opera di rimozione violenta è vista come una crudele necessità persino da chi la mette in atto in prima persona: l’idea che se ci fosse più tempo, più risorse, più unità d’intenti, una classe dirigente migliore, ecc il povero/zombie potrebbe essere recuperato, guarito, riumanizzato è onnipresente ed ineliminabile.
Questo genera quel mood malinconico tipico della repressione neoliberale della povertà: ora non possiamo che agire così, una volta -forse- avremmo potuto salvarti e salvarci.
Federico Leo Renzi
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