Processo storico: Andy Warhol (seconda parte).

“Essere bravi negli affari è la forma d’arte più elettrizzante.

Far soldi è arte, lavorare è arte, fare buoni affari è la migliore forma d’arte”.

Andy Warhol

Andy Warhol ha convinto tutti che l’arte è facile e stupida, che la ricerca e la realizzazione di un linguaggio artistico può essere privo di sacrifici.

Nato come artista “commerciale” ed emigrato in galleria, sostanzialmente non ha mutato in nulla il suo linguaggio da grafico pubblicitario.

Colpa di Warhol è stata quella di annullare la differenza tra ricerca  artistica e grafica pubblicitaria.

Incarnava lui stesso la mediocrità della società consumistica di massa, le sue immagini non erano altro che multipli o moltiplicazione di icone di massa.

Le sue produzioni artistiche sperimentali?

Inguardabili ed il suo nome un marchio commerciale.

Ha liquidato Duchamp partendo dalla sua negazione della manualità e dalla non paternità necessaria dell’artefatto.

Ha mutato il ruolo dell’artista riducendolo a brand di sé; ha adottato una sua maschera di “sistema” alla quale è restato fedele una vita, volete vestirvi da Andy Warhol?

Questi sono gli ingredienti:

– Jeans.

– Giacca di pelle nera.

– Capelli bruciati dall’ossigeno.

-Volto smagrito dalle anfetamine.

 

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