Può un romano impersonare un siciliano?

Tra tutte le polemiche prodotte dai cultural e gender studies questa è una delle più interessanti.
La riassumo: è in cantiere un film storico su Cleopatra.
Per interpretarla la prima scelta è Gal Gadot, ex modella e attrice israeliana.
A iniziare a polemica è la giornalista di origine pakistana Sameera Khan, che fa notare come Cleopatra fosse di origine greca e berbera, ergo l’attrice chiamata ad interpretarla dovrebbe provenire da una di queste due etnie.
Gli egiziani invece sostengono che ad interpretarla dovrebbe essere un’attrice araba, poiché Cleopatra è un’icona storica nazionale di uno stato attualmente arabo e islamico, mentre gli attuali greci e macedoni polemizzano a vicenda se debba interpretarla un’attrice greca o macedone, dato che se nell’antichità i due popoli erano “uniti” adesso sono in conflitto per questioni territoriali.
La polemica non è futile, dato che fa emergere un problema poco dibattuto:
le quote razziali nei film (così come nelle multinazionali) vengono distribuite per colore della pelle (tot neri, tot bianchi, tot asiatici ecc) ma la suddivisione per colore della pelle è un criterio mutuato dal razzismo biologista classico, che a sua volta utilizzava questa divisione per nascondere divisioni etniche, culturali, sociali, ecc interne a chi aveva la pelle bianca, nera, gialla.
Giunto al suo logico compimento, la suddivisione per quote e rappresentanze deve tenere conto anche della provenienza nazionale e persino regionale dei personaggi rappresentati nei film e quindi degli attori chiamati ad interpretarli.
Non è stupido pensare quindi che le prossime polemiche sulle quote dei film non verranno fatte basandosi sul criterio del colore della pelle, ma sulla nazionalità ed il gruppo etnico degli attori:
può un attore inglese interpretare un irlandese e viceversa, contando che pur essendo entrambi i popoli “bianchi” sono divisi da secolari odi reciproci?
Può un tedesco rappresentare un norvegese?
Uno spagnolo un italiano o un greco un albanese?
O ancora peggio, può un attore romano impersonare un personaggio siciliano?
Un problema enorme per cui rimanendo all’interno dei presupposti dei gender e cultural studies
non c’è soluzione: il rischio concreto è di frammentare le rappresentazioni artistiche di un mondo sempre più globalizzato in infinite rivendicazioni etniche, nazionali e campanilistiche.
Federico Leo Renzi
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