QANON, CRISTIANESIMO VERDE E NEONAZISMO

QANON, CRISTIANESIMO VERDE E NEONAZISMO: UN APPUNTO (questo post potrebbe essere censurato da Facebook)

Questa era la traccia di una lezione che avevo preparato per il corso di teologia politica, ma siccome per motivi di tempo non faremo i totalitarismi, la metto a disposizione di tutti.
I giornali USA da due giorni scrivono di una pesante infiltrazione di neonazisti antisemiti fra i followers della teoria di Qanon, gruppi che prima erano fuori o ai margini di tale movimento adesso ne divengono il centro, dato che Trump non è più presidente né potrà più diventarlo a causa del secondo impeachment, facendo crollare totalmente l’idea originale dei fedeli di Q che Trump avrebbe svelato ed annientato le forze del male.
A quanto riportato da tali giornali, gli estremisti di destra stanno dando la colpa del fallimento dell’opera di redenzione degli USA da parte di Trump agli ebrei (di stirpe ebraica come noto sono anche numerosi fondatori di social network e big hi-tech che hanno censurato Trump e i suoi seguaci) e alle “razze” non bianche, questo perché tali razze sono escluse dal messaggio di redenzione cristica su cui si basano gli Stati Uniti e la loro costituzione, secondo la teologia del cristianesimo verde.
Sì, ma cos’è il “cristianesimo verde”? Perché in tali denunce questa categoria non appare?
Come detto procederemo per accenni, dato che ci vorrebbe un corso apposito per il problema.
1- Le basi del Cristianesimo verde vengono gettate a fine ottocento inizio novecento in area riformata (luterana calvinista) svizzera e tedesca, da un gruppo di teologi liberali (cioè che applicano alle scritture il metodo storicista).
Tali teologi riflettono sul problema dell’ebraicità di Gesù, di quanto ebraismo permanga implicito all’interno dei Vangeli, e riscoprono i testi di alcune figure eterodosse del primo cristianesimo come Marcione, autore del primo tentativo di epurare dai Vangeli tutti i passi in odore di ebraismo. La loro lente ideologica è chiara: dal cristianesimo va eliminato tutto ciò che odora di cultura ebraica, poiché tale cultura con il suo materialismo e il suo messianismo storico crea continue rivolte ed eresie, fra cui il socialismo (sia marxiano scientifico che utopista).
2- Questa linea teologica matura e si diffonde, nel frattempo la rivoluzione di Lenin trasforma la Russia in uno stato ateo ferocemente anticristiano, movimenti ispirati all’ideologia politica dall’URRS si diffondono anche nei paesi germanici e nell’impero britannico, la prima guerra mondiale ha dato il via ai primi movimenti di decolonizzazione che contestano la supremazia bianca e rivendicano il diritto a creare stati nazionali per autodeterminarsi.
La “razza bianca” da colonizzatrice, civilizzatrice e portatrice del binomio cristianesimo/progresso diventa all’improvviso bersaglio di pesanti contestazioni sia al proprio interno che fra i popoli extra-europei soggiogati.
3- Nel 1933 Hitler diventa cancelliere.
La chiesa luterana di stato tedesca in quanto dipendente sia economicamente che ideologicamente dalla Stato, si trova davanti ad un problema: Hitler è il capo di un partito con una chiara ideologia redentrice basata sul perno della razza, un’ideologia che ha nel contempo basi mitiche e scientifiche (la nozione di razza era scientificamente ortodossa a quel tempo), lui è l’espressione del Volk, esattamente come la chiesa luterana è l’espressione della comunità dei cristiani tedeschi.
La sintesi è veloce e non particolarmente problematica: la teologia elaborata dagli studiosi liberali svizzero-tedeschi viene fusa con l’ideologia nazista, trasformandosi nel “cristianesimo verde”, teologia e chiesa di stato che ha come articoli di fede il fatto che Cristo fosse ariano e antisemita, che il messaggio di redenzione cristico fosse indirizzato unicamente agli ariani, che hanno il compito di sottomettere, ordinare e civilizzare le altre razze inferiori.
4- 1945 il Terzo Reich cade, si conclude la seconda guerra mondiale, la Chiesa luterana tedesca getta via il cristianesimo verde come non fosse mai esistito.
Tuttavia ex nazisti tedeschi emigrano nei paesi “bianchi”, come gli USA, l’Australia, l’Argentina, il Brasile, portandosi appresso la fede nella sintesi teologica luterano-nazista e diffondendola (trovando terreno fertile nei paesi d’approdo, tutti scossi da lotte etniche).
5- Il cristianesimo verde vivacchia negli USA per decenni, occupando una nicchia a metà fra il fondamentalismo protestante (che in sé non è nazista né neonazista) bianco e il neonazismo duro e puro.
Una nicchia numericamente non irrisoria, ma per tacito accordo ignorata sia dal partito democratico che da quello repubblicano, poiché socialmente composta dalla cosidetta “white scum”, cioè sottoproletariato bianco povero e poco istruito.
6- Nel 2016 Trump si presenta come l’outsider della politica USA, colui che riporta al centro del dibattito pubblico (e del potere) i dimenticati, i censurati e i disprezzati bianchi degli USA.
Fra questi ci sono anche i fedeli del cristianesimo verde, che vedono in Trump il nuovo Hitler che metterà fine agli attacchi alla razza bianca, ridandole il posto che le spetta di razza sovrana, ordinatrice e civilizzatrice d’America.
Questi fedeli sono una piccola ma agguerrita pattuglia di sostenitori hardcore del Tycoon, che poi finiscono quasi per forza d’inerzia a seguire le rivelazioni di Q, cioè nel fenomeno chiamato Qanon.
Lo spazio da loro occupato all’interno dell’Alt-right è minimo, ma comunque né Trump né i trumpiani contestano il loro diritto ad essere parte del ritorno alla grandezza degli USA.
7- Essendo pochi, fortemente ideologizzati, dotati di un bagaglio teoretico politico e religioso tanto estremista quanto chiaro e organico, i seguaci del cristianesimo verde stanno approfittando della crisi del trumpismo e di Qanon per aumentare i loro seguaci e diventare la nuova ideologia di riferimento dei trumpiani.
Il nascere, diffondersi, andare in coma e poi riemergere del fenomeno del cristianesimo verde sembra apparentemente caotico, in realtà è un riproporsi di una soluzione simile in contesti sociali-economici-politici analoghi: la crisi del cristianesimo come religione universale inizia da una pattuglia di teologi europei d’avanguardia, intenti a trovare delle contro-risposte religiose al problema del socialismo, alla questione ebraica e poi alla decolonizzazione e alla nascita dell’atea e comunista URRS.
Tale elaborazione teologica diventa la base di un’alleanza politico-religiosa fra la chiesa luterana tedesca e lo stato nazista, diventando la teologia politica ufficiale di uno stato nazionale.
Quando il Reich crolla, il cristianesimo verde rimane una teologia politica anti-sistema diffusa fra minoranze di minoranze che la tengono in stato vegetativo, per poi riemergere all’improvviso quando i conflitti etnici, la perdita di potere dell’impero USA e l’avanzare di un’ideologia universalista e decolonizzatrice (quella del Partito Democratico statunitense) svegliano dal coma tale teologia politica, che sembra all’improvviso dare un ordine sacrale e metafisico a quel fenomeno politologico che è la vittoria di Trump e dei suoi bianchi poveri ed arrabbiati, poiché è stata partorita proprio per rispondere a problemi analoghi quasi un secolo prima.
Se l’argomento vi interessa particolarmente, potremmo usarlo come caso di studio per la lezione introduttiva sul linguaggio, i metodi e le finalità della teologia politica.
Federico Leo Renzi
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