Quando il progetto Rom si muove nomade…

Qualche anno fa, con Guido Cabib, ex gallerista di fama internazionale, e l’Associazione Culturale Puntila ragionavamo su come fare di Cagliari un campo Rom d’artisti residenti e mettere su un progetto finalizzato a questo che avesse anche una ricaduta economica e culturale nella Comunità, il tutto nell’ambito di una visione anche politica che vedesse Cagliari in grado di tutelare e promuovere in maniera dialettica e didattica i suoi linguaggi e ricerche dell’arte residenti con interessanti suggestioni internazionali.
Avevamo previsto nell’arco del periodo anche una serie di tavole rotonde e workshop, ricordo in quel periodo d’avere sentito Demetrio Paparoni e Quilo dei Sa Razza/Maloscantores ad esempio.
Se adesso vi raccontassi che questo campo Rom era stato poi teorizzato e progettato, presentato come progetto, giudicato idoneo in un pubblico bando dove è stato presentato, ma privo di adeguata copertura economica, e che a distanza di tempo è stato copiato incollato riproposto e giudicato idoneo, proposto non da noi, ma da altri con i “loro” artisti ed i “loro” interessi e posizionanti di rendita, ci credereste?
No perché sembra proprio così…
Puntualizzo, soltanto dal momento che avevamo mobilitato una rete di operatori residenti e non pronti a fare rete in tal senso, e ci sembra un gioco facile fare i creativi con l’elaborazione dei linguaggi e delle ricerche altrui.
Attenzione, sono le regole del linguaggio, per cui se si attivano dei processi e degli stimoli di ricerca che intrigano, ma che possono intaccare qualche posizione di rendita locale, ci sta, a quel punto si prende l’idea originaria, la si remixa, si collocano al posto giusto i soggetti giusti, ed ecco il progetto ready-made, oggetto trovato pronto e fatto.
Potrei scrivere un libro, su come la libera circolazione dei linguaggi dell’arte venga depredata ciclicamente e puntualmente da sciacalli che prendono linguaggi e processi dell’arte liberamente interconnessi e in movimento e ne fanno prodotto, abbassandone la qualità, se non altro perché l’ho visto fare e l’ho vissuto più volte in prima persona, ci sarebbe quasi da smettere di lavorare per non essere oggetto di rendita intellettuale ed economica altrui, ma ovviamente non lo faremo.
Tutto per fortuna in quanto linguaggio circola, s’interconnette e muove, e tutto resta, e resterà, a futura memoria (datata) nei big data, per mettere a fuoco certe realtà basterebbe semplicemente andarle a spulciare, e si spera che qualcuno prima o poi il “Messaggio nella bottiglia del web” saprà leggerlo ed interpretarlo.
Cavolo, ma non arriva nessuno a copiare ed incollare l’idea di un’Accademia d’Alta Formazione Artistica a Cagliari?
Quella, sotto qualsiasi forma, resterebbe comunque come patrimonio pubblico messo a sistema…
Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather