Quando la libertà di studio comporta dei sacrifici

Quando la libertà di studio comporta dei sacrifici

E con sacrifici non intendiamo tempo ma denaro, soldi che vanno via con libri, tasse ma soprattutto trasporto pubblico.

Perché chi decide di compiere gli studi in una città italiana diversa da quella di provenienza è costretto a spendere per poter esercitare il diritto di voto, in teoria garantito gratuitamente a tutti coloro che ne possano usufruire.

UniCa 2.0 per udu – unione degli universitari – ha creato un album in costante aggiornamento che raccoglie foto di studenti da tutta Italia, in protesta contro il voto ‘a pagamento’.
È un problema che si può risolvere creando un fondo per gli studenti fuorisede che – in caso di elezioni – si eroga esibendo semplicemente il libretto o una certificazione di frequentazione universitaria.

Si può inoltre combattere garantendo ad ogni grande città italiana un completo panorama universitario.

Per esempio Cagliari necessita di un’Accademia di Belle Arti, e dunque gli studenti che vogliono intraprendere un percorso artistico sono obbligati a spostarsi a proprie spese verso il nord Sardegna o fuori dall’isola.

Il link della pagina con la raccolta d’immagini: https://www.facebook.com/UniCa2.0/

Giada Trudu

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