Quando la tag si sposta dalla periferia dove non dovrebbe…

La questione del writer Pole è una matassa culturale difficile da districare, possibile capirne la dinamica soltanto relazionando il fenomeno dell’urbanizzazione contemporanea in parallelo con la deculturazione di massa.
Il writing a Cagliari è oggi confinato alle periferie o ai “quartieri di nessuno”, zone con una sua stessa evoluzione linguistica, Street Art e Public Art, si tentano di riqualificare o bonificare culturalmente.
Si confina linguisticamente la periferia ad educare se stessa.
Questa scelta politica e culturale, porta il writing a nutrirsi di una cultura desolata culturalmente, desolante e snaturante, dove l’autoaffermazione e l’autostima manifestate attraverso l’uso delle tag, sono lo strumento per competere con l’esclusione, l’insicurezza e la follia.
Il writer si forma leggendo i muri della sua periferia, talvolta leggendo “esclusivamente” quei muri, dove non ci sono monumenti e qualora ci fossero c’è l’assenza didattica quotidiana nel veicolarne la comprensione ed il valore.
Platone ed Artistotele ci hanno insegnato, che il giovane Greco, imparava a diventare cittadino leggendo i muri ed i monumenti della sua città, adesso a quale cittadinanza possono educare i muri ed i monumenti della periferia di Cagliari?
Basta un lavoro “istituzionalizzato” di Tellas, Manu Invisble o Federico Carta (Crisa) a risolvere il problema dell’assenza di un piano strategico artistico e culturale di educazione al contemporaneo?
Basta ascoltare Salmo?
Tutto questo con una crisi isolana economica e culturale di sfondo ed una modernità che nel giro di solo un secolo ha spazzato via le culture locali nel nome del pop come modernità.
Tutti possono essere famosi per 15 minuti diceva Warhol, oggi forse direbbe tutti possono essere “processati” via social perché ambiscono ad essere “virali” per 15 minuti, come i writer isolani con il loro “sciame” virale e divenuto “istituzionale” nel nome della ricerca del consenso politico, writer che si sono formati anche “firmando illegalmente”.
Il vuoto culturale ed artistico nell’isola è in crescita esponenziale, la dimensione culturale ed artistica formalizzata in processi urbani incantatrici e privi di senso, che davanti all’invasione della tag, il linguaggio di chi si forma una cultura di quartiere tra i disagi della periferia e delle zone povere Cagliaritane, nel Poetto riqualificato, nella zona dove il residente ha il tempo per andare al mare o a correre, cosa che non è sempre possibile per chi vive in quartieri popolari o di periferia, muove il giudizio integralista demonizzatore nel nome del bello o brutto, fuori legge quanto la scritta incriminata.
Il writer Pole, il vandalo del Poetto che rimborserà l'impresa per il danno arrecato...
Il writer Pole, il vandalo del Poetto che rimborserà l’impresa per il danno arrecato…
 

 

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