Quando la virtù è una colpa. Una riflessione sulla grave situazione del Liceo Artistico di Cagliari

Un contributo della professoressa Anna Maria Sini, docente di Storia dell’Arte al Liceo Artistico Foiso Fois di Cagliari.

 

In una lettera pubblicata nell’ormai remoto anno 1964, Foiso Fois così scrive:

“Si capisce che per chi deve iniziare la propria attività di docente, l’indirizzo orientativo e stimolante esplicitamente richiesto dai programmi della nuova scuola ponga diversi interrogativi.

Quello dominante riguarda l’edilizia scolastica.

Specie per noi e per quello che il programma ministeriale richiede, per la realizzazione del quale non abbiamo nessuna attrezzatura che ci consenta un minimo di organizzazione tecnica.

E per una materia come l’Educazione Artistica, che richiede una libertà di espressione, questo significa escluderla, o quasi, come disciplina.

Come è possibile, infatti, seguire e liberamente guidare i diversi temperamenti che compongono una classe, in comuni aule dotate di banchi che vanno in pezzi?”.

E’ trascorso oltre mezzo secolo da quando il padre del nostro Liceo auspicava una maggiore attenzione verso la specificità della didattica delle discipline artistiche, al fine di creare le condizioni per un’armonica crescita dello studente attraverso l’espressione della sua creatività.

E oggi siamo qui, dinanzi a un Liceo Artistico – da un anno anche Liceo Musicale – da sempre privo di una sede progettata ad hoc, in costante peregrinazione da un edificio all’altro, da un quartiere all’altro; studenti e docenti sempre con le valige in mano, distribuiti maldestramente, senza alcun criterio, in spazi spesso fatiscenti – o quantomeno angusti e inadatti – dismessi da utenti figli di un Dio maggiore.

Tutto questo fra le promesse non mantenute, gli impegni disattesi, l’indifferenza colpevole delle istituzioni.

Tuttavia, a dispetto di un tale spiegamento di forze contrarie, il LAC è riuscito comunque non solo a sopravvivere, ma a crescere.

Ed ecco che giunge l’ennesima batosta sulle spalle del nostro Istituto:

la negazione non solo di strumenti e laboratori funzionali alle esigenze di un Liceo Artistico degno di questo nome, ma anche di quella sede cittadina che solo un anno fa gli era stata assegnata in virtù dell’incremento di iscrizioni. Un’intimazione di sfratto immediato che priva la nostra scuola perfino di una manciata di quelle “comuni aule” che, oltre cinquant’anni fa, Foiso Fois reputava inadeguate alle specifiche esigenze dei docenti e degli studenti di discipline artistiche.

La prima lezione dell’anno scolastico 2016/2017 arriva dall’alto, come la lama di una mannaia, a ricordarci che, in questa particolarissima città metropolitana, essere una scuola virtuosa non è un merito, ma una colpa.

                                                                                                                                                                                                                                                                    A.M.S.

 

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