Quando l’Artistico era inserito nel tessuto culturale cittadino

Condividiamo questa ricca documentazione fotografica relativa all’Artist in Presence realizzato da Lorenzo Pezzatini al Liceo artistico S. Giuseppe e soprattutto alla sua installazione alla Galleria comunale d’arte nel maggio 1979.

Tonino Casula nella sua macchina, spinta da Lorenzo Pezzatini, fa delle riprese all’installazione della Galleria comunale
Particolare dell’installazione nel cortile del Liceo artistico
Particolare dell’installazione nel cortile del Liceo artistico
Particolare dell’installazione nel cortile del Liceo artistico
Particolare dell’installazione all’artistico.
Particolare dell’installazione all’artistico.
Conferenza sugli interventi di Lorenzo Pezzatini, tenuta da Salvatore Naitza, Silvano Tagliagambe ed altri.
Intervento di Lorenzo Pezzatini a Selargius per la cooperativa Sa Bie e’ Palma.
Installazione sulla facciata della Galleria comunale
Installazione sulla facciata della Galleria comunale
Installazione sulla facciata della Galleria comunale
La gallerista Angela Migliavacca, la critica Anna Maria Janin e l’artista Tonino Casula affacciati al balcone della galleria comunale.

Sono incluse anche un paio di immagini dell’intervento urbano di Pezzatini su un edificio di Selargius fresco di costruzione, di poco successivo all’installazione in Galleria comunale.

Una bella testimonianza in cui appaiono tanti protagonisti dell’arte della città, da Ugo Ugo a Gaetano Brundu, Tonino Casula, Anna Maria Janin, Angela Migliavacca, i docenti universitari Salvatore Naitza e Silvano Tagliagambe, e altri ancora.

Dimostrazione di come il tessuto culturale conviveva con quello privato ed istituzionale e cercava un confronto sia con gli studenti che con i cittadini. Tutto ciò, lo ripetiamo, senza filtri burocratici e senza risorse economiche, ma solo con l’entusiasmo e l’amore per l’arte.

Andrea Nurcis

 

Immaginatevi una Cagliari di diversi decenni fa in cui all’improvviso arrivi un artista fiorentino non conosciuto nell’ambiente cittadino; immaginate quest’artista che in pochi giorni incontra gli artisti sardi più attivi, anche di una generazione precedente alla sua, e ne diventa amico; immaginate quest’artista di Firenze che subito riesce a introdursi all’interno del Liceo artistico e a far approvare un suo progetto installativo che coinvolga l’intero edificio; immaginate una classe di studenti (la mia, di Andrea e di Piero Lillus) che collabora attivamente con l’artista, aiutandolo per giorni nella produzione del suo “filo” di colore acrilico e lavorando nel laboratorio di serigrafia del liceo alla realizzazione dei manifesti multicolori pubblicizzanti l’evento (preparazione di telai serigrafici, varie fotoimpressioni delle immagini selezionate sui telai, stesure dei colori in successione sui fogli di carta, ecc.); immaginate gli studenti che vanno in giro per la città ad affiggere i vari manifesti (nella versione definitiva includenti anche un intervento manuale dell’artista); immaginate una conferenza-dibattito organizzata all’interno del liceo in cui partecipano critici e docenti universitari tra cui lo storico dell’arte Salvatore Naitza e il filosofo ed epistemologo di caratura internazionale Silvano Tagliagambe (tutto senza alcun “gettone di presenza”) per analizzare e discutere con gli studenti i progetti installativi dell’artista fiorentino; immaginate l’artista fiorentino che viene presentato al direttore del più prestigioso spazio espositivo cittadino, la Galleria comunale d’arte, e riesce a far approvare in men che non si dica la realizzazione di un altro suo intervento artistico sulla facciata del museo (intervento non tanto “leggero”: prevedeva grossi ganci metallici infissi sulla facciata a reggere l’installazione del “filo”); immaginate un gruppo di studenti che si fa subito avanti par aiutare l’artista nella realizzazione dell’impresa (fuori degli orari del liceo e senza “gettone”, ovviamente); immaginate il direttore Ugo Ugo che fa stampare un elaborato invito “personalizzato” dall’artista (praticamente un “multiplo” d’arte) per l’inaugurazione dell’installazione sulla facciata della Galleria; immaginate un artista affermato come Tonino Casula che gira un film documentativo dell’evento; immaginate persone come la critica e giornalista Annamaria Janin, o la direttrice della più importante galleria d’arte cittadina Angela Migliavacca, subito coinvolte e presenti sui luoghi della creazione artistica; immaginate l’artista fiorentino che di lì a poco tempo riceve anche la proposta di realizzare un ulteriore intervento urbano su un palazzo di Selargius, e anche lì si fanno avanti gli aiutanti…

Tutto questo è successo nell’arco di poche settimane, senza finanziamenti, senza sponsor, senza appoggi politici, senza attese burocratiche, senza raccomandazioni, senza lettere di presentazione, solo ed esclusivamente grazie all’energia, entusiasmo e generosità dei protagonisti di un’epoca: Tonino Casula, Ugo Ugo, Gaetano Brundu, Salvatore Naitza, e ovviamente tutti noi studenti….

Ma sarebbe possibile una cosa simile nella Cagliari di oggi, se arrivasse dal nulla un/a artista sconosciuto/a???

E tanto per restare in tema della Cagliari di ieri e di oggi vorrei mettere in evidenza il ruolo del Liceo artistico statale, nelle due due sedi di piazza Dettori e via S. Giuseppe (due incredibili edifici storici tutti da scoprire, due opere d’arte ambientale in se stesse).

Ci fu un tempo in cui il Liceo artistico era pienamente inserito nell’humus culturale cittadino, e infatti “l’avventura” cagliaritana di Lorenzo Pezzatini inizia proprio da lì (grande merito ebbe il direttore di allora, Umberto Di Pilla, con la sua capacità di inglobare il Nuovo nelle attività didattiche degli studenti).

Io all’interno del Liceo in quegli anni ho avuto modo di relazionarmi, oltre che con Pezzatini, con jazzisti di livello internazionale come Giancarlo Schiaffini, Eugenio Colombo e Andrea Centazzo; compositori della migliore area della sperimentazione come Alvin Curran; artisti del calibro di Costantino Nivola; docenti universitari come lo storico del teatro Gigi Livio (che ha formato più di una generazione di studenti a Cagliari, condirettore della rivista Quarta Parete e amico personale di Carmelo Bene e Leo de Bernardinis; oggi Livio è quasi dimenticato, grazie a Enrico Pau per averlo ricordato) e il filosofo Silvano Tagliagambe — e molti altri ancora.

Enrico Corte

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