QUANTE VOLTE ANCORA?

Bologna
QUANTE VOLTE ANCORA?

I fascisti di FN chiedono la piazza e l’ottengono. In un paese normale dove la Costituzione non è carta straccia, il sindaco e il prefetto sarebbero sottoposti a giudizio.
Già, ma in un paese normale le formazioni fasciste sarebbero sciolte d’autorità a norma di legge, le cariche istituzionali elettive farebbero sfracelli per imporre a quelle non elettive il rispetto della legalità repubblicana, gli uomini della Corte Costituzionale si ergerebbero come un sol uomo per le stesse ragioni, le associazioni antifasciste sarebbero alla testa degli eredi dei partigiani per imporre senza ambiguità, con la forza se necessario, il rispetto dei fondamenti repubblicani al potere statale, le forze di Polizia sarebbero attivate per garantire gli stessi fondamentali nel paese.
In questo paese, invece, lo squadrismo istituzionale funge da supporto a quello classico.
Quant’è accaduto a Bologna non è un episodio isolato e pone un problema troppo a lungo ignorato: siamo in presenza di un colpo di Stato sistematico in atto dalla liberazione, nell’ambito del quale i cambiamenti costituzionali effettuati o tentati, assolvono al compito di nascondere il fatto che la Costituzione è già stata abrogata.
E’ questo l’ambiente in cui si trascina il teatrino elettorale, che ha al suo centro l’incontestabilità del potere anticostituzionale come unico vincitore designato.
Non prenderne atto ed agire come la realtà impone, piaccia o no, è una porta aperta sulla complicità.

G Angelo Billia

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