Quanti ne circolano ancora oggi di piccoli Sartre?

Un ometto pieno di complessi di inferiorità.

Accusò falsamente di collaborazionismo nazista Luis Ferdinand Celine solo perchè ne invidiava la grande scrittura, la levatura intellettuale e morale, il coraggio fisico, il vissuto ai confini dell’inferno in fondo ai meandri più oscuri e illuminati dell’animo umano.

Ha fatto di tutto per mandarlo in galera o alla ghigliottina per collaborazionismo coi nazisti.

Ha persino affermato che Celine era stato pagato dai nazisti.

Sapeva che era tutto falso ma andò avanti come un toro e il 19 aprile 1945 un Tribunale francese spiccò un mandato di cattura per “Tradimento” che costrinse Céline a fuggire in Danimarca.

Ma non bastò, e dal dicembre 1945 al febbraio 1947, Louis Ferdinand Destouches sarà incarcerato a Vestre Faengsel, passando diversi mesi in cella di isolamento.


L’invidia per Celine gli mangiò l’anima, evidentemente lo riportava alla realtà della sua mediocrità di scrittore, alle sue paure fisiche, ai suoi complessi di mezza minchietta.


Un ometto che scopava verginelle minorenni sedotte negli ambienti accademici, ammaliate con idee distorte di libertà.


Gli impotenti hanno passione per le vergini minorenni, gli insicuri, i ricercatori compulsivi di una virilità mai conosciuta e sempre invidiata, in definitiva il terrore di stare faccia a faccia con una donna vera, veramente libera di amarti o di ridere del tuo microcazzo.


Ma l’aspetto più grave che ha caratterizzato quest’ometto, al di là della menzogna nei confronti di un uomo innocente, è l’elaborazione e la divulgazione di un’idea di libertà del proprio comodo… una libertà che nasconde una grande misoginia… le verginelle libere, l’iniziazione del sommo intellettuale, il miraggio dell’introduzione nell’olimpo dei grandi pensatori attraverso la soddisfazione sessuale del Vate della libertà.

In realtà dalle biografie successive di alcune di queste “iniziate alla libertà” appare in tutta la sua tragicità il danno, la sofferenza, la frigidità conseguente da questa promiscuità di corpi pesantemente sbilanciata verso le voglie di una coppia di rapaci disturbati.


Eppure quest’ometto ha fatto scuola, ha svelato agli ometti futuri affetti dalle sue stesse turbe della personalità la potenza del potere intellettuale per carpire corpi, possibilmente innocenti, inesperti, incapaci di capire che quel cosetto buffo non è un dono speciale del grande pensatore, ma semplicemente un microcazzo pieno di paure e di complessi.


Quanti ne abbiamo conosciuto di emulatori di Sartre, quanti ne circolano ancora oggi di piccoli Sartre?
Io ne conosco a mazzi, e se ti fidi cercano di mandarti in galera solo perché scopi meglio di loro.

Antonio Musa Bottero

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