Quelle pagine indecifrate. Una linea irregolare.

Potevamo forse noi studiosi permanenti tentare di ricreare le nostre consuetudini di apprendimento o di semplice conoscenza aleatoria aprendo quel libro pesante all’ultima pagina, quella che nella sequenza cronologica ci è più vicina?

Noi l’abbiamo guardata a lungo quella pagina indecifrata con molta curiosità e con la speranza di trovarci qualcosa di famigliare, qualcosa che ci possa essere ancora utile oggi e che magari si inserisca come un tassello mancante nella nostra lunga storia mai finita.

Adesso è quella pagina scritta a mano che ci parla ancora con suoni già uditi ma dimenticati, la sua scrittura disegnata, una linea irregolare che copre quasi interamente la carta scurita, ci sembra proprio una linea della vita su di una mano sconosciuta.

Quel segno precipuo, con il suo significato nascosto che una persona nota, da tempo scomparsa, aveva lasciato a futura memoria, secondo le puntuali procedure di quel tempo, sempre più lontano.

Noi oggi viviamo consapevolmente una dimensione parallela dove il mondo è di carta, di legno, di tela antica… Una parte di vita anacronistica dove entrano solamente gli addetti al pensiero, alla scrittura manuale, quelli che leggono in silenzio

Un mondo che non scompare ma si perpetua fuori dagli schemi, dove si lavora solo con il pensare o con lo scrivere…

Bruno Chiarlone Debenedetti

 

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