Quilo: con il “Fois”al centro del mediterraneo

Su Komandanti Quilo, la tua factory Nootempo, unica nel suo genere a produrre e distribuire artisti indipendenti sardi, è stata l’unica (e la prima) a dichiarare ufficialmente con tutti i suoi artisti, sostegno e solidarietà all’anomala questione del Liceo Artistico e Musicale “Foiso Fois” ed ai suoi oramai novecento studenti, cosa ti/vi ha spinto a farlo in maniera così cristallina?
 
L’esperienza nootempo nasce già nel 2003 come piccolo marchio con il quale firmavo la mia direzione artistica di alcuni dischi prima di Sa razza (le ultime produzioni) e poi di Maloscantores (progetto nato da Quilo e MIcho P nel 2004). Nel 2008 questa realtà diviene ufficiale e inizia un percorso di produzioni indipendenti di artisti sardi che formano un collettivo che poi si trasforma in Factory sarda.
Nootempo produce arte e cultura , dalla musica ai docu-film, piccoli progetti culturali ben studiati; la NON-etichetta discografica oggi è una realtà indipendente riconosciuta non tanto dalla massa ma quanto da un pubblico Residente che resiste.
 
Nootempo ha sempre sostenuto molte cause dando il suo supporto appassionato.
 
Novecento studenti senza casa è di per se un fatto oggettivo abbastanza grave nella Cagliari che si fa bella con il sigillo della capitale della cultura.
 
Noi tutti abbiamo aderito alla “Guerilla” del Foiso Fois convinti che non si possa stare zitti, non si possa dar voce agli studenti, non si possa stare ingabbiati tra il filo spinato della Burdocrazia, non si possa assistere a sfilate di politici di professione che magari danno una pacca nella spalla e poi ” s’intendeus…” , non si possa tollerare lo scaricabarile solito e soprattutto quello che ci infastidisce e un certo menefreghismo da parte del popolo cagliaritano che sembra non sentire questo problema.
 
Cagliari resta senza una Accademia delle Arti e resta fino ad oggi senza un Liceo Artistico in grado di formare i ragazzi alle Arti in spazi laboratoriali preposti.
 
La Sardegna come laboratorio di cultura al centro del mediterraneo sembra ancora un sogno.  
 
Cagliari con i suoi artisti ha da sempre una relazione strana: si copre un murales di Pinuccio Sciola per volere di un condominio, si condanna al rogo dei social network un writer che tacca una panchina per educarne cento che potrebbero farlo (Pole), si lincia mediatamente Bruno Meloni per un suo intervento di Scultura pubblica, si rimuove senza nessun progetto e preavviso alcuno la Scultura di Piazza Yenne di Carlo Loi (tra l’altro ex docente del “Foiso Fois”, come ti spieghi questo?
 
Come è possibile che Cagliari ad oggi, nel 2017, sia forse una delle poche piazze metropolitane Italiane a non avere nessun tipo di visione progettuale verso la sua storia dell’arte ed i suoi artisti residenti?
 
Pur essendo fieramente Biddunco da sempre, cresciuto nelle strade della cittadina sulcitana di Iglesias, ho frequentato Cagliari, ho lavorato a Cagliari per diversi anni nel gruppo unione editoriale e in altre aziende fino al 2007/2008; già dai tempi del Jazzino ero di casa nella splendida Karalis.
 
La Cagliari degli anni 90 è estremamente diversa dalla Cagliari Social di oggi.
Cagliari oltre a implodere su se stessa ha prodotto molte Rotonde spartitraffico e poca cultura indipendente vera e non parlo dei soliti salotti buoni.
 
Certamente non vogliamo dire che Cagliari sia morta.
 
C’è molto da fare, molto da lavorare anche se è una lotta difficile.
 
Cagliari, resta senza uno skate park il che è una vergogna assoluta visto che la stessa città ha prodotto nomi di spicco in questo sport. 
“Novecento studenti senza casa è di per se un fatto oggettivo abbastanza grave nella Cagliari che si fa bella con il sigillo della capitale della cultura.”
 
Cosa vuole dire per te e gli artisti di Nootempo sostenere una idea di arte ed artisti residenti nel territorio?
 
Perché per Nootempo questa è una questione culturalmente e politicamente centrale?
 
Fa parte della nostra mission e della nostra Filosofia.
 
Nel nostro portale, che oggi è il cuore della nostra organizzazione, è riportato praticamente tutto , basta solo navigare su www.nootempo.net per acquisire informazioni sulle nostre produzioni, sui nostri piccoli eventi, progetti e collaborazioni.
 
Con Gangalistics (G.M.Ganga ) che vive e lavora a Liverpool stiamo cercando di aprire porte e finestre per agire su due livelli, uno è quello di supporto e produzione agli Artisti validi residenti e l’altro è quello di stabilire delle Basi operative estere.
 
Un progetto non facile, molto ambizioso se si tiene conto che oggi non chiediamo soldi a nessuno e manco facciamo campagne su piattaforme Crowdfunding (per nostra libera scelta).
 
Nootempo funziona perchè  cerchiamo di  essere veloci e non abbiamo gabbie, ogni artista si dà da fare, ci mette il cuore e il sacrificio e noi sosteniamo, programmiamo e ci atteniamo a time line molto precise.
 
Siamo una Fabbrica, una fabbrica che non inquina.
 
Un fabbrica di operai che producono progetti, alcuni vanno bene e altri sono nel cassetto pronti ad essere resi operativi.   
 
Sicuramente il nostro obiettivo è quello di comunicare e condividere, cercare di fare Rete con altri artisti, dare voce il piu’ possibile a realtà che non sono neanche prodotte da noi.
 
La questione culturale diventa centrale e noi ci consideriamo “cecchini culturali” dove l’unica arma che abbiamo per colpire le coscienze è la Cultura con operazioni di Artivismo locale.
 
Credeteci possiamo fare molto da un palco con i nostri microfoni accesi…
Tornando alla nostra mission che spero sia “Possible”, continueremo a mettere al acentro de sa mesa il Terriorio, nonostante ci siano parecchie difficoltà dovute al “non stare sul mercato ma fuori dal mercato” ; nootempo non produce il prodotto massificato quindi deve faticare il triplo per diffondere e difendere il territorio dall’implosione culturale.
 
Artisti Residenti e Resistenti che non si vogliono per forza collocare in un angolino, nella nicchia della nicchia , nel salotto radical shit ma vogliamo contaminare, provocare, osservare, unire tutto quel che c’è di interessante. 
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