Quilo e Gangalistics: non è rap?

Ogni volta che ascolto un brano di Quilo dei Sa Razza e Gangalistics, la sensazione è quella che si stia mettendo a fuoco la storia, quella microstoria che subiamo e non autodeterminiamo indotta da un mercato che ci muta sociologicamente e antropologicamente.

Che stiamo vivendo un tempo presente e instagrammato che nega memoria e cultura nel nome dell’istante globalizzato da condividere traducendolo in mercato della propria immagine è un dato di fatto che nessuno può negare, così come non si può negare che il trend del mercato dell’istante sia fondato sulla negazione della storia e della memoria collettiva comunitaria e condivisa nel nome di una identità istantanea e collettiva egotica e narcisa che si autoconsegna serva al mercato delle immagini e delle informazioni.

In quest’ottica Quilo e Gangalistics ci consegnano un pezzo che consacra il tempo presente negando la loro stessa storia e cultura, il pezzo “non è rap” nega il rap e nega la loro stessa storia, insomma si autodissano in un pezzo che potrebbe benissimo essere stato scritto da Sfera Ebbasta, a meno che non si stiano rivolgendo proprio a Sfera Ebbasta, possibile?

 

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