Raffaele Nigelli: occupiamoci d’arte!

Oggi, 28 marzo, gli studenti del liceo artistico musicale foiso fois, stanno occupando.
Onestamente, non abbiamo grandi problematiche che ci affliggono, ma una cosa fondamentale ci manca.
Il senso di comunità.
Questo si stava già riducendo nel corso degli anni, tra una riforma e l’altra, infine con la pandemia si è totalmente dissipato.
Ormai sono uno studente di quarta, ma ricordo com’eravamo attivi e uniti.
Non facciamo un’assemblea in presenza da due anni ormai!
E si sente.
A volte questa scuola mi pare estranea.
Prima conoscevo, almeno di vista, quasi tutti.
Ora invece riconosco solo la metà di voi.
Prima eravamo propositivi, ma il covid ci ha stroncato.
Questa occupazione serve proprio a rimarcare/rivendicare quel senso di comunità, serve per ridare nuova vita al liceo artistico musicale.
Eravamo attivi, vivi, i primi alle manifestazioni, scioperi e marcie.
Socialmente attivi.
Eravamo pronti a richiedere a gran voce un’accademia di belle arti.
Perché sì, siamo l’unica città metropolitana, oltretutto capoluogo di regione, a non avere un’accademia.
Non è possibile che nel 2022 gli studenti d’arte siano costretti a scegliere tra l’abbandonare la loro città per andare a studiare fuori o interrompere la loro formazione.
Senza considerare che per alcuni questa scelta non c’è, perché non tutte le famiglie possono o sono disposte a mandare i propri figli fuori.
Non è pensabile che il proseguo dell’istruzione artistica resti per pochi.
Un percorso artistico non può essere classista o elitario, l’arte è libertà d’espressione, di pensiero.
Così facendo ci privano della nostra istruzione e del nostro diritto di continuare liberamente questo percorso.
Siamo giovani e / o futuri artisti sacrificati da un governo disinteressato al mondo della scuola, che pensa di più agli armamenti e alle guerre.
Un governo che si concentra più sulla violenza che sulla cultura.
Un governo disinteressato alle future generazioni!
Il nostro sistema scolastico è indifferente alle nostre necessità.
Necessità di vederci parlarci e confrontarci, sviluppando assieme nuovi modi per fare arte e musica.
Necessità di gettare le basi per una comunicazione tra futuri artisti e musicisti.
Siamo diventati indifferenti e distanti, noi che dovremmo essere sempre pronti a muovere critiche e manifestare il nostro pensiero, assieme o in solo, a voce o con un’opera.
Ma gli artistici e i musicali non hanno più il tempo per occuparsi delle materie d’indirizzo, e nemmeno gli spazi e i materiali.
Non stiamo più partecipando attivamente al tessuto artistico cagliaritano e non abbiamo più modo di confrontarci con il vero mondo dell’arte.
Raffaele Nigelli, Arti Figurative, rappresentante di classe