Reazioni a cadavere tiepido…

Nella grande bisboccia funebre iniziata a cadavere vivo, e proseguita ieri a cadavere caldo, sono sfilati, con i rispettivi gonfaloni, i grandi nomi della politica, del sindacato, del giornalismo, dello spettacolo.
Ognuno di loro ha trovato uno spazio nel grande foro romano della comunicazione per intonare la propria personale orazione pro Marco Caelio Rufo.

Oggi a cadavere tiepido cominciano a sfilare le seconde linee, i vice segretari, i secondi dirigenti, i vice direttori, gli editorialisti, i presentatori di seconda e terza serata.


A seguire, nei prossimi giorni, a cadavere freddo, continueranno a sfilare i quadri intermedi, i sindaci, i burocrati, i segretari regionali, i direttori dei giornali di provincia, i fluffers, quelli che vorrebbero anche loro onorare Marco Caelio Rufo con una bella orazione strappa lacrime, ma non essendone capaci, relegati nella scala gerarchica del potere a ruoli di semplice esercizio di rutto e fellatio, si accontenteranno di succhiare con reverenza il liquido organico che nel frattempo comincerà a colare dalle spoglie di Caelio.
L’epilogo lo conoscete tutti (si fa per dire).


Marco Caelio Rufo viene assolto da tutte la accuse e innalzato a eroe della Res Pubblica.

Tolomeo viene riportatato sul trono d’Egitto, Lucio Calpurnio Bestia viene condannato per brogli elettorali, mentre la povera Clodia che osò accusare Caelio di “crimina auri et veneni” (una bazzecola rispetto all’accusa principale di attentato alla Res Pubblica) fu infangata nell’onore e scomparve letteralmente dalla scena pubblica di Roma.
Ancora oggi, come allora, la parola di Cicerone trionfa su tutto, sopratutto sulla verità.

Antonio Musa Bottero

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