Reddito di libertà: 400 euro (ISE permettendo)

L’esecutivo istituisce il reddito di libertà, cioè un assegno perché le donne vittima di violenza senza alcun reddito possano avere i soldi per scappare dall’aguzzino.
Tutto bene direte, e invece no, perché quando i neoliberali istituiscono un sussidio, lo fanno alla loro maniera.
Vediamo dunque in cosa consiste il reddito di libertà:
400 euro al massimo (questo vuol dire che possono essere molti meno, a seconda dell’ISE) per 12 mesi.
La dote del decreto è di 3 milioni di euro, da ripartire per circa 47 mila donne seguite dai centri antiviolenza accreditati dalle regioni (ce ne sono molti di non accreditati, ma è un’altra storia).
3 milioni diviso 47 mila fa circa 63,82 centesimi a vittima. Ovviamente, come tutti i decreti emanati dai neoliberali, si va ed esaurimento scorte:
le prime che lo ottengono possono agognare di arrivare perfino ai 400 euro, le altre nada, beccano nulla.
Cos’è dunque questo reddito?
Un segnale, un simbolo, una medaglietta da mostrare per far vedere che si fa qualcosa per le donne mentre si taglia la sanità, il reddito di cittadinanza, si mantengono bassi i salari e si fa di tutto per mantenere le donne povere sotto ricatto.
Federico Leo Renzi
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