Residenza d’artista a Forza D’Agrò: CioccoMuseum

 

Una certa struttura del pensiero e del fare didattica Accademica, svilisce gli studenti, costretti a ragionare e subire l’arte in termini di mercato, come falso storico, una volta terminata l’Accademia, soltanto i più fortunati e critici riescono a sondare azioni e reazioni del pubblico.
Inseguire biecamente le logiche di mercato e d’investimento privato, ha prodotto dalla seconda metà del secolo scorso a oggi, forme e linguaggi artistici impenetrabili.
La contestualizzazione professionale del Maestro d’Accademia, pronto a lavorare culturalmente e formativamente, verso la direzione del privato, è sostanzialmente improntata alla verità e al narcisismo.
Maestri Accademici che affidano giovani artisti e studenti, a critici, storici e curatori, li allontanano dalla narrazione e rappresentazione scritta del loro lavoro e della loro ricerca.
Allontanando il giovane studente d’arte dalla sua narrazione scritta, lo si allontana dal mestiere di ricercatore del senso del suo linguaggio.
Gli artisti oggi si prodigano per scrivere audiovisivi piuttosto che libri, per sostenersi hanno bisogno di mille stampelle informatiche.
In Accademie di Belle Arti, ancora si assiste a lotte intestine tra Maestri, che usano i loro studenti come salvacondotto.
Le Accademie di Belle Arti ed i Maestri che pongono didattica ed esperienza artistica e culturale al servizio del mercato, perpetuano e diffondono ignoranza.
Questa premessa per lodare l’Accademia di Reggio Calabria e la Scuola di Scultura di Filippo Malice, che pone la pubblica storicizzazione, ricerca, didattica e professionalizzazione dell’arte a servizio del pubblico, questo vuol dire arginare il mercato e collocare la pubblica cultura e ricerca artistica nel mercato attribuendole valore.
Scrivo questo dall’aeroporto di Cagliari-Elmas in attesa di raggiungerli a Forza d’Agrò al CioccoMuseum.

“Questa premessa per lodare l’Accademia di Reggio Calabria e la Scuola di Scultura di Filippo Malice, che pone la pubblica storicizzazione, ricerca, didattica e professionalizzazione dell’arte a servizio del pubblico, questo vuol dire arginare il mercato e collocare la pubblica cultura e ricerca artistica nel mercato attribuendole valore. Scrivo questo dall’aeroporto di Cagliari-Elmas in attesa di raggiungerli a Forza d’Agrò al CioccoMuseum.”

 

L’istruzione artistica in questo secolo, deve potere essere autonoma e deve sapere fare circolare l’enigma del sapere.
L’arte non può essere valore di mercato inoculato, Licei artistici e Accademie devono potere trasmettere la condizione del trasmettere cultura, trasmettere la capacità di fare domande che restino senza risposta.
Leggere i linguaggi dell’arte soltanto attraverso la cultura del mercato, vuole dire misurare la ricerca artistica solo quando tradotta in prodotto di lusso.
Perché certa formazione artistica, costringe, castra e forma gli artisti facendoli lavorare in direzione del mercato come prodotti?
In un sistema dell’arte a vocazione economica, come il nostro, è sufficiente amare l’arte, cosa pensa l’artista di tale sistema economico non frega un cazzo, si adatta o muore.
Il finanziatore diventa il vero artista, lui rende l’arte possibile, l’artista ama così tanto il suo finanziatore da sognare di diventare come lui, si rappresenta come un imprenditorship.
L’artista sottomesso al privato è da questo mobilitato, narra evangelicamente il suo percorso, viene chiamato al capezzale di tragedie e conflitti sociali con il suo lavoro, l’artista è il depoliticizzatore di conflitti politici.
Cosa guadagna l’artista a moderare tragedie e conflitti?
La pubblicità, la crescita di valore e di mercato del suo prodotto, dirotta la rabbia sociale con il media linguistico dell’arte in emozione.
La provocazione d’artista diventa investimento di mercato, non affranca dalle istituzioni culturali e artistiche, né formalizza la sciatteria.
Perché scrivo questo?
Perché a Forza d’Agrò questo non avviene, prima la cultura residente e poi gli artisti a sostenerne senso e contenuto, non provocazione, ma reazione Accademica alle provocazioni di mercato, non prodotti ma processi interattivi dialettici e didattici, questo il progetto di Filippo Malice e Donatella Rapisardi per il CioccoMuseum e le sue testimonianze.


 

Comincia la seconda giornata di lavoro in residenza d’artista a Taormina per il CioccoMuseum di Forza d’Agrò, ho trovato esposto nella collezione “testimonianze” il lavoro di Barbara Ardau, compagna di arte e vita.
Ho ritrovato in collezione artisti con i quali ho condiviso formazione e informazioni giovanili, bello ritrovarli in maturità di mezza età in un contesto d’avanguardia di rete istituzionale che mira alla promozione del marketing turistico locale.
Vengo presentato come lo Scultore Cagliaritano, il Comandante dell’Arma dei Carabinieri di Forza d’Agrò spiega al sindaco come Cagliari sia una città d’artisti, la conosce perché è stato ospite di Sant’Arte a San Sperate, è amico della figlia del Maestro Pinuccio Sciola, racconta al Sindaco di come abbia trovato Cagliari pulita e ordinata e consiglia al Sindaco di visitarla il prima possibile.
Collabora con l’organizzazione un giovane americano, ha fatto un biglietto per Cagliari e mi chiede informazioni; questa estate è stata 14 giorni a Cagliari anche una pedagogista di Varsavia che collabora anche lei con il team del CioccoMuseum, a nessuno faccio presente e puntualizzo che a Cagliari nel 2017, ancora non c’è un’Accademia di Belle Arti, lo show deve proseguire e l’emoticon scultore in movimento da un’isola all’altra, selezionato dal Maestro di Scultura dell’Accademia di Reggio Calabria Filippo Malice è a fare Lo scalpellino del cioccolato a Forza d’Agrò.
#residenzedartista, #ForzadAgrò, #CioccoMuseum


 

#Forzadagrò, #residenzadartista
Ieri è stata la seconda giornata di lavoro delle residenze d’artista, densa e fitta di visitatori, il mio modo di pensare alla Scultura anche quando in cioccolato, mirava a intercettare l’anima medievale della comunità di Forza d’Agrò, dove in molti scorci il tempo sembra essersi fermato.
Passeggiando un signore mi saluta e con fare affabile mi dice:
“Buongiorno, lei è davanti la casa dove hanno girato il film il padrino.
Una targhetta di fianco il citofono, con la stampa della foto della scena, attesta questo.
Ieri ho incontrato dopo una ventina d’anni vecchi amici, come Giacomo Montanaro e Filippo Malice, con entrambi ho in comune il percorso d’Alta Formazione Artistica passato per l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Alta Formazione Artistica è questo, crea reti e determina sistemi, si muove a sostegno di comunità e di territori, rendendo la ricerca privata patrimonio pubblico a sostegno del tempo e della storia, quanto tempo ci metterà Cagliari a comprendere questo?

“Ieri ho incontrato dopo una ventina d’anni vecchi amici, come Giacomo Montanaro e Filippo Malice, con entrambi ho in comune il percorso d’Alta Formazione Artistica passato per l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Alta Formazione Artistica è questo, crea reti e determina sistemi, si muove a sostegno di comunità e di territori, rendendo la ricerca privata patrimonio pubblico a sostegno del tempo e della storia, quanto tempo ci metterà Cagliari a comprendere questo?”

Terzo e ultimo giorno di residenza d’artista tra Taormina e Forza d’Agrò, esperienza di lavoro intensa e giornate di lavoro febbrili, l’ultimo giorno da Cagliari ci hanno raggiunto da Cagliari Laconi Carlo Salvatore III e Rosaria Straffalaci, con loro anche la vicesindaco cinquestelle di Assemini.
Mentre Laconi Carlo Salvatore III presentava e incantava con il suo cioccochip e Rosaria eseguiva la sua performance quadro, m’interrogavo su come e dove trovare una colonna per il capitello in cioccolato; rapidamente con Giacomo Montanaro e la sua Cicci, il Maestro Filippo Malice e Giuseppe Lococo abbiamo formato una task force che ricercasse nel territorio il naturale completamento del lavoro (altro che Beuys).
Siamo anche passati a salutare Antonio Presti, mecenate e artista di Fiumara d’Arte, vero “battitore libero” dei processi di sistema del fare arte contemporanea nel territorio.
Con Presti si è ragionato su come relazionarsi al suo ultimo progetto “sassi”.
I lavori pervenuti alla collezione “Testimonianze” di Forza d’Agrò sono tutti di ottima qualità, i giovani Scultori dell’Accademia di Reggio Calabria della cattedra di Filippo Malice hanno spaccato.
Torno nell’isola da dove sonno venuto contento che mi abbiano detto che ho una faccia da siciliano, entusiasta d’avere interagito con tanta cultura in un’isola dove ci sono nove Accademie di Belle Arti e dove l’educazione all’arte e alla cultura e interamente calibrata nella dimensione locale, in Sicilia arte, cultura e Formazione Artistica sono una risorsa fondamentale per l’economia locale tradotta in volano turistico.

“Con Presti si è ragionato su come relazionarsi al suo ultimo progetto “sassi”. I lavori pervenuti alla collezione “Testimonianze” di Forza d’Agrò sono tutti di ottima qualità, i giovani Scultori dell’Accademia di Reggio Calabria della cattedra di Filippo Malice hanno spaccato. Torno nell’isola da dove sonno venuto contento che mi abbiano detto che ho una faccia da siciliano, entusiasta d’avere interagito con tanta cultura in un’isola dove ci sono nove Accademie di Belle Arti e dove l’educazione all’arte e alla cultura e interamente calibrata nella dimensione locale, in Sicilia arte, cultura e Formazione Artistica sono una risorsa fondamentale per l’economia locale tradotta in volano turistico.”

#ForzaDAgrò, #CioccoMuseum, #DonatellaRapisardi, #FilippoMalice, #GiuseppeLococo, #GiacomoMontanaro, #AccademiadiReggioCalabria, #Taormina,

 

 

 

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