Ricordiamoci di Rosma Scuteri

Ricordiamoci di Rosma Scuteri

Vorrei tracciare un ricordo della raffinatezza nella scrittura, e della dedizione al piacere e all’arte di Rosma Scuteri.

Solo Luca Beatrice ha scritto parole giuste sulla Scuteri elogiandone la scrittura e dicendo la verità, Bonito Oliva aveva visto giusto nel promuoverla.

Nella triste occorrenza di un encomio funebre, è proprio mancato un pezzo della vita di questa donna: i suoi amati artisti.

Negli anni ottanta la Scuteri era a New York, una città dove non si vedevano più bambini, dove i frigoriferi erano pieni di mele perché nella vita da corrispondenti esteri, ci si mette il taileur ma poi si hanno pochi soldi.

Io credevo di trovarmi nel pieno di un caso weistin o come si scrive, l’odioso violentatore di Asia, vedevo questa donna raffinata e bellissima intimorita.

Amici, dopo nella vita, Lorenzo e Antonino, raccontano di questa donna che voleva farsi vedere da Bonito Oliva circondata da uomini giovani.

Un garbo che hanno le donne senza ferirci, ma per scoraggiarci.

Quando in Biennale vidi la grande opera di Mondo e Mokò, che ritraevano la curatrice intenta a fare un pompino a un giovane rozzo ho confuso la rappresentazione con qualcosa di accaduto, non avevo molti strumenti ed ho iniziato senza permesso ad occuparmi della vita privata di questa donna libera e onesta.

Attaccando senza posa Bonito Oliva, che è il numero uno dei seduttori, tradendo un feeling erotico intellettuale che c’era tutto tra la Scuteri e Bonito Oliva.

La Scuteri disse arrabbiata se non la smetti ti stronco.

Bonito Oliva persona umana si è dispiaciuto, ma ha dato colpa a Rosma di quella che è la mia natura violenta e non a me.

Rosma inevitabilemente è stata dimenticata per via della grave malattia la SLA.

Glia amici radicali hanno con l’associazione Luca Coscioni raccolto più di una riflessione sul fine vita.

Rosma si collega alla mia giovinezza, ma già grande per stoltezza e passione malata verso Rosma; ho creduto che Carolyn Christov Bakargiev attentasse a questa amica che rappresentavo male con le mie azioni.

Un altra grande donna, posso dire anche se non l’ho mai frequentata, lei veniva come Rosma dall’estrema sinistra, solo che Carolyn non è rientrata nel PCI, oggi segue Tony Negri ed ha scritto contro l’illuminismo inglese di John Locke vedendo li la nascita della proprietà privata.

Rosma e Carolyn sono più brave di Bonito Oliva, l’una nella freschezza, l’altra nel piglio di leggere cinquanta libri per scrivere un articolo storico su Burri o Fontana.

Amiamole tutte e due.

La vita è ingiusta, sarebbero state Coppi e Bartali, c’è rimasta solo Carolyn.

Rosma presentò come artisti un fruttivendolo ed un panettiere, creò ad arte una provocazione, ma da vecchia comunista voleva come il poetismo praghese di Teige,  riconoscere la poesia nel lavoro.

Carolyn scopriva cento artisti, e alla fine a piangere Rosma non c’erano più gli artisti ma la gente comune, che è anche meglio!

Filadelfo Anzalone

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