RIFLESSIONI SULL’8 MARZO.

RIFLESSIONI SULL’8 MARZO.

Qualche anno fa, una giornata al mare con tre famiglie e un piccolo plotone di bambini piccoli scatenati.

I bambini erano davvero scatenati quel giorno, veramente impegnativi.

Dopo un inizio mattinata terribile in cui le donne si sono prese cura di loro mentre i tre maschi chiacchieravano di alti sistemi di fronte a un drink, uno di loro si è congedato dal simposio per la ricostituzione del partito comunista ed è andato a occuparsi dei bambini in acqua, ero io.

Ho iniziato a intrattenerli e a tenere sotto controllo gli annegamenti in modo da permettere anche alle donne di fare una nuotata, prendere il sole, fare i fatti loro e non pensare a quei cinque parassiti mocciosi.

All’ora del pranzo anche un altro dei tre rifondatori del partito comunista si è alzato e mi ha affiancato in tutte le terribili incombenze del pranzo, dall’apparecchiamento, al placaggio rugbystico dei bambini per portarli a tavola, al recupero in acqua e alla rianimazione, sino alla distribuzione del cibo e al lavaggio di piatti e stoviglie.


Il terzo maschio, già autoproclamatosi segretario del nuovo Pcus, non ha mai smosso il suo culone e la sua pancia trimalcionica dallo sgabello dove si era incastonato dal primo mattino.

Addirittura, prima che io e l’altro ci staccassimo da lui, di fronte alla disperazione delle donne nel tenere a bada le carognette, non ha fatto altro che deriderle e fare battute sulla caducità della loro bellezza.

Lui, un gabinetto con un pancia enorme e un culo ancora di più, ridacchiava della moglie e di chi si prendeva cura dei suoi figli con argomenti che avrebbero ripugnato anche un fascista.

Insomma, un essere ripugnante.


Sappiate, donne, che questo essere ripugnante era un sindacalista di sinistra che qualche giorno dopo ha tenuto un discorso sulla parità di genere tra gli applausi scroscianti delle donne dell’Inquantoddonnismo riunito in simposio.

Care donne, i peggiori maschilisti li ho conosciuti tra le fila del donnettismo di sinistra, quelli che anche ora vedo scrivervi meravigliosi auguri per l’8 marzo.

E non voglio toccare il tasto di quei difensori troppo ma troppo liberal della parità, delle pari opportunità, del rispetto, dell’amore… che poi nella vita reale mettono una tacca sull’aereo e riducono ad argomento e trofeo da bettola ogni donna che si portano a letto.

Questo è un tasto molto delicato che riguarda lo stile, l’educazione e le turbe sessuali di molti “strenui difensori delle donne”.
È meglio che mi fermi qui.

Il rispetto è tutti i giorni e nelle cose di tutti i giorni.
La parità è tutti i giorni e nelle cose di tutti i giorni.
E sopratutto, mi dispiace dirlo il giorno della vostra festa, la colonna portante, la guardia svizzera della società patriarcale sono le donne.

Antonio Musa Bottero

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