Riqualificare rimuovendo Nivola

La più grande opera d’arte pubblica, dello Scultore Costantino Nivola a New York, è stata distrutta per un progetto di riqualificazione del parco urbano che l’ospitava.

Solo nel 2020 con la mostra di Nivola “Figure in Field alla The Cooper Union”, la città di New York celebrava l’opera dello Scultore, quest’anno si attende sempre a New York la mostra “Nivola: Sandscapes a Magazzino Italian Art”, questo rende l’azione di rimozione istituzionale apparentemente inspiegabile dalla prospettiva isolana.

La riqualificazione delle torri e dell’area era attesa e benvenuta, la questione è se nel nome di questo sia lecito offendere la Storia della cultura (e della Scultura) artistica isolana nel mondo.

Non vandalismo quindi, ma di un progetto di riqualificazione dell’area a opera dell’amministrazione della città di New York,  l’organizzazione che ha intrapreso i lavori di ristrutturazione della Stephen Wise è la Pacts Renaissance Collective.

Riqualificare rimuovendo Nivola

L’opera installazione nel 1964 venne realizzata da Nivola in coppia con Richard Stein per riqualificare quell’area urbana, proprio con la stessa logica progettuale è stata rimossa, le sculture nei giardinetti del complesso residenziale delle Wise Towers, erano il parco giochi dai bambini, realizzati con il sandcasting, sculture in cemento realizzate da matrici di sabbia.

La solidarietà alla Fondazione Museo è arrivata da ogni parte del mondo, non si sa che fine abbiano fatto (o faranno) i cavallini rimossi semidistrutti. 

La Fondazione Museo Nivola è al lavoro per intervenire, attraverso una rete e un movimento d’opinione, per fare ripristinare l’installazione nel rispetto dell’intervento di riqualificazione dell’area, i cavallini sono al momento in un deposito e la Fondazione sta cercando d’agire per recuperarli.

Costantino Nivola ha avuto il merito storico di porre l’arte sarda al centro di New York, ma il suo valore assoluto storico oltre l’isola è in queste ore territorio d’ampio confronto e scontro culturale.

Tutte le opere pubbliche andrebbero tutelate, ma proprio nell’isola dove tanto in queste ore, ci si batte la mano sul petto nel nome della demolizione dell’installazione pubblica Newyorkese, ai tempi dell’amministrazione con Zedda Sindaco di Cagliari, un condominio Cagliaritano cancellò un murales storico di Pinuccio Sciola, sempre la giunta comunale Zedda fece rimuovere una pubblica Scultura fontana di Carlo Loi (ex docente storico del Liceo Artistico), in entrambi i casi si trattò di riqualificazione (del condominio e dell’amministrazione comunale).

Come è potuto accadere tutto questo?

La questione è già arrivata in Consiglio Regionale tramite Massimo Zedda, che ha chiesto l’intervento del consolato Italiano a New York per, nella peggiore delle ipotesi, fare arrivare le opere rimosse in Sardegna.

La questione storica e simbolica tra la Regione Sardegna e la pubblica amministrazione di New York, per non confinare Nivola all’ambiguità dell’arredo urbano è a questo punto:

Quali grandi rivoluzioni linguistiche e formali ha innescato il linguaggio di Nivola oltre l’isola dal punto di vista storico?

La sua Scultura a New York è considerata solo arredo urbano fuori moda?

Questo innesca riflessioni e connessioni interessanti sul conflitto tra pubblico e privato nell’arte.

Valore economico, storico dell’arte e simbolico non sempre coincidono, questo renderà gli sviluppi futuri della vicenda intriganti, quello che è stato rimosso a New York è un simbolo dell’arte isolana nel mondo, lo stesso palazzo della Regione Sardegna a Cagliari è contornato da Sculture di Costantino Nivola.

Nell’isola la rimozione dell’installazione plastica è stata letta come un’attentato alla propria identità culturale e artistica, attestata proprio dall’accreditamento di Nivola a New York.

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