RITRATTI DAL PROFONDO VENETO

RITRATTI DAL PROFONDO VENETO: IL RAPPRESENTANTE 2.0 VS IL PADRONE 2.0 (VERSIONE DEMO)

Hai finito l’università da 2 anni. 3 anni.

Facciamo pure 5.

Laurea umanistica, quella che sapevi fin dall’inizio conduceva alla disoccupazione.

Hai fatto tutta la trafila: rider, portapizze, commesso a tempo determinato per la FootLocker, cacciatore di teste per agenzie interinali sull’orlo del fallimento.

Hai -quasi- 30 anni e nessun futuro.

Sai che ti manca solo un passaggio, un ultimo gradino di umiliazione con annessa (im)possibilità di redenzione: fare il rappresentante.

Puoi rappresentare di tutto: start up di 25enni a perenne caccia d’investitori, aziende familiari di solventi industriali indebitatissime, micro agenzie pubblicitarie, marche di caffè, birra, marmi, marmitte, mignotte.

Scegli l’hi-tech, perché sei studiato, sei smart, ti sei formato in un ambiente giovane e multiculturale, sai stilare un curriculum europeo trabordante di titoli pure alla voce indirizzo&CAP, e quindi quel lavoro è tagliato su misura per te.

E infatti ti prendono subito: a falsa partita IVA, rimborso spese che non copre nemmeno la benzina di due settimane, provvigioni al 30% tanto sanno che se ne pigli due al mese si stappa champagne.

E’ un pessimo inizio, ma è un inizio.

Tu ti ci metti d’impegno: rasatura a 2 millimetri barba e capello per non sbagliare, Hugo Boss&Lacoste, jeans neri per essere giovane ma serio, giacchetta fra il casual e lo sportivo H&M perché sei giovane e impegnato, in ascesa ma anche no, ma soprattutto i risparmi li avevi finiti già finiti con l’Hugo Boss.
Siccome sei giovane ma non scemo, sai che il rappresentante 2.0 si muove diversamente dal suo antenato analogico: appuntamenti presi prima a telefono impossibile, ormai la gente non risponde più.

Le mail neanche a parlarne: vieni cestinato quando nemmemo hanno finito di leggere la riga con scritto

Oggetto.

Quindi fai quello che il tuo antenato non avrebbe mai fatto: ti armi di faccia da culo, arroganza inversamente proporzionale alla panza, vai e ti insinui come una faina nel pollaio.

Cioè entri fisicamente nel negozio/azienda del potenziale cliente, eludi segretarie precarie-commesse partime-kapòreparto moldavi e punti di slancio alla gola della vittima… che non trovi.

Non lo trovi e non lo troverai mai, perché il padrone 2.0 non c’è, è un avatar, un fantasma: ectoplasma che piange in banca per il fido non dato, piange davanti alla porta del debitore che non paga, piange in tribunale per il fallimento eternamente imminente, il padrone 2.0 è nomade lacrimante, entità fatta di debiti non dichiarati e porchiddii urlati in SUV pignorati, un residuato bellico della vecchia ricchezza divenuta opulenta pezzenza.

Federico Leo Renzi
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