Roberto Saviano: Il sogno dello studente oggi? Andare via!

Se il discorso di fine anno del Presidente Mattarella e l’ultima omelia del 2016 di Papa Francesco si somigliano tanto è perché esiste un problema in Italia, un problema drammatico che la politica da troppo tempo ignora.
Nel suo discorso di fine anno il Presidente Mattarella ha detto:

“Molti di voi studiano o lavorano in altri Paesi d’Europa. Questa, spesso, è una grande opportunità. Ma deve essere una scelta libera. Se si è costretti a lasciare l’Italia per mancanza di occasioni, si è di fronte a una patologia, cui bisogna porre rimedio.”
Nelle stesse ore Papa Francesco diceva:

“Abbiamo un debito con i giovani, li obblighiamo a emigrare e mendicare lavori che non esistono”.
Nei discorsi di fine anno di presidenti e pontefici più spesso si parla di speranza, ma evidentemente la situazione in Italia è talmente patologica, drammaticamente patologica, che Mattarella e Papa Francesco hanno deciso di esprimere il proprio pensiero sulla condizione di chi emigra.

In Italia spesso le alternative sono due: o trovi qualcuno che ti aiuta a rimanere – dal conoscente che ti fa lavorare, al parente che ti mantiene – oppure vai via.

E le parole del ministro Poletti sui giovani di cui l’Italia potrebbe fare a meno (poi ha chiesto scusa in un video pubblicato su Facebook) sono solo l’ultima prova che tra le molte colpe di chi ci governa e amministra c’è quella di non parlare mai, seriamente, di emigrazione.

Andare via oggi è l’unica strada per provare a far vincere il proprio talento e se si chiede a uno studente “qual è il tuo sogno per il futuro?”, andare via è la prima risposta.

Fuori dall’Italia nessun El Dorado: la vita è difficile, si sta lontani dai propri affetti, dalle proprie origini, bisogna imparare una nuova lingua e iniziare praticamente da zero.

Fuori dall’Italia si soffre di malinconia e spesso non ci si realizza perché si fanno lavori semplici, umili.

Non si va via per fare fortuna, ma per avere una vita dignitosa.

Tutto questo va raccontato e non per deprimerci, ma per trovare una soluzione.
Ecco perché il mio augurio alla Politica, per questo nuovo anno, è che sia prima di tutto sincera, che inizi a raccontare come stanno davvero le cose, sperando che smetta di chiamare diffamatore e gufo chi prova a creare complessità.

Perché è troppo facile attribuire unicamente alle bufale che circolano in rete la responsabilità del degrado democratico che stiamo vivendo e difficilissimo è comprendere, invece, che una comunicazione politica sincera mostrerebbe la falsità delle bufale senza la necessità di introdurre censure di Stato sul web.

Se i giovani sono disposti a lasciare famiglie e origini per lavorare all’estero per stipendi bassi, affitti alti e infinite difficoltà, vuol dire che in Italia tutto questo è diventato impossibile.

Sarebbe bello sentire i sindaci delle maggiori città italiane e il nuovo Presidente del Consiglio, ammettere che con le politiche giovanili si è fallito. Sarebbe bello sentirsi dire, finalmente, la verità.

Roberto Saviano

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