Roberto Scala spiega l’opera di Marcel Duchamp la Fontana

Roberto Scala spiega l’opera di Marcel Duchamp la Fontana

L’opera ready-made intitolata la Fontana di Marcel Duchamp.

L’Artista inventato un prodotto ready-made letteralmente prondo-fatto, non è che un banalissimo oggetto d’uso quotidiano che l’artista preleva dalla realtà per collocarlo così com’è o con minime manipolazioni, nei contesti dell’arte: lo spazio di un museo, di una galleria, di una mostra. Il semplice trasferimento dell’oggetto in un luogo diverso da quello originario cambia il suo aspetto funzionale cosi l’oggetto appare decontestualizzato nonché privato della funzione per cui è stato creato, la sua collocazione in un luogo riservato all’esposizione di opere d’arte gli conferisce un significato e un valore totalmente nuovo, l’oggetto provoca nello spettatore un notevole effetto di “spiazzamento” e lo induce a considerarne non più i valori funzionali bensì quelli propri di ogni opera d’arte: la struttura formale, il colore, la forma,  i valori plastici e illuministici, gli aspetti tecnici e materiali.

Un semplice orinatoio maschile in maiolica banca capovolto e collocato su un piedistallo di legno. Lo scandalo fu immenso; la scultura venne rifiutata; Duchamp, che faceva parte del comitato organizzatore e che l’aveva inviata appositamente sotto falso nome per mettere alla prova l’apertura mentale dei colleghi, si dimise. L’opera fu accusata di essere immorale, l’artista obiettò che l’orinatoio del signor Mutt non è immorale, non più di quanto possa essere una vasca da bagno. Non ha importanza se il signor Mutt abbia o meno fatto la fontana con le sue mani. Egli l’ha scelta, ha preso un articolo di uso comune della vita e lo ha collocato in modo tale che il suo significato utilitario è scomparso sotto il nuovo titolo e punto di vista e ha creato un nuovo modo di pensare questo oggetto.

oggi si può definire quest’opera una vera una scultura che veste di senzazioni e bellezze inetriori.

foto di Roberto Scala

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