ROMPERE I MARGINI: APPUNTI SU AMICIZIA MASCHIO-FEMMINA

ROMPERE I MARGINI: APPUNTI SU AMICIZIA MASCHIO-FEMMINA

Anche se maschile e femminile non sono due concetti fissi, ma mutano nel tempo, nello spazio, a seconda delle classi sociali e dei caratteri, si può dire che siano due termini che indicano modi diversi e complementari d’intendere il mondo e la vita.

Questa differenza è fondamentale perché è la prima e più complessa forma d’incontro tra diversità radicali chiamate ad unirsi per creare qualcosa di nuovo, che superi i due io e generi un “noi”, un noi superiore e diverso dai due io da cui ha preso vita.

L’eros in questo rapporto fra diversità radicali è la prima e la più semplice spinta all’incontro, ma non è l’unica.

L’eros infatti è volontà di possesso, di fusione, di annullare le differenze e tornare ad una totalità indistinta; non c’è nulla di ingiusto o immorale in questo, è una componente fondante dell’agire umano.

Ma oltre questa spinta, ne esiste un’altra più sottile e rara, che invece ricerca l’armonia e non la fusione fra le diversità, non vuole il possesso, ma ricerca l’ampliamento della sfera d’azione d’entrambi, questo è propriamente lo spazio dell’amicizia.

Nell’amicizia fra maschio e femmina la diversità diviene stimolo per guardare assieme il mondo in maniera più ampia, ed è questo ampliamento reciproco dello sguardo a produrre un nuovo mondo di trasformare il mondo, in cui un frammento dell’altro entra nel proprio agire portandolo oltre le intenzioni dell’io, in territori inattesi eppure familiari. Inatteso e familiare sono infatti le due polarità entro cui si muove l’amicizia uomo-donna: perché nel radicalmente diverso ognuno dei due ritrova una parte di se stesso che prima non conosceva, e che l’altro gli rivela in maniera sempre nuova.

Per questo l’amicizia è così diversa dell’eros: la prima rispetto al secondo sente il bisogno di rinnovamento come essenziale, e la stasi come morte; non riconosce momenti d’oro seguiti da cadute che generano nostalgia, ma tende a vivere il rapporto come un continuo mutare per generare nuove possibilità future.
L’intimità fisica nell’amicizia uomo-donna ovviamente c’è, ma è l’intimità a bassa intensità erotica tipica del rapporto fratello-sorella: dove la tensione è così sottile da tramutarsi in dolcezza, dove è superata la pulsione ad afferrare per rompere il confine fra i corpi, per lasciare posto a quella d’accarezzare ed abbracciarsi per renderli più morbidi senza sopprimerli.
Quindi sbaglia chi vede nell’amicizia fra i due sessi un eros frustrato o inconfessato: al contrario eros è stato incorporato e superato, per tramutarsi nella Venere Celeste, la cui parola unisce perché non sopprime, ma esalta la dolcezza della differenza.

Federico Leo Renzi

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