Rossana Corti: senza conoscenza l’arte stagna

CRONACA DAL 2/2/2018

DENTRO L’ARTISTICO “FOISO FOIS” IN AUTOGESTIONE –

Mariano Chelo e Francesco Amadori fotografati da Rossana Corti.

Mi sono accorta di non aver scritto neanche una parola su quanto detto-fatto da me e da Francesco Cogoni, dentro l’Aula 19, la mattina in cui ci hanno invitato (la rappresentante degli studenti Rebecca e il professore Mimmo Domenico Di Caterino. N.d.A.) come ospiti nel Liceo in autogestione.

Credo sia importante raccontarlo… , anche perché sia io che Francesco, che l’altro ospite e amico con cui ci siamo incrociati da subito Francesco Amadori ,  prima di essere “smistati” in aule, ali e piani diversi dell’edificio – siamo stati felici di esserci.

Dicevo…,  cosa abbiamo proposto agli studenti – circa dieci – che hanno deciso di venire ad ascoltarci?

Niente disegni/ tecniche o “io faccio”, ma una lunga chiacchierata, un po’ tipo conferenza in più momenti, incentrata sulla “realtà fuori” dal “nido protettivo” dell’Artistico e su cosa può servire per farsi spazio senza esserne spezzati o trasformati in “servi questuanti”.
Chi era il nostro uditorio (a parte le professoresse interessate ad ascoltarci) attraverso le loro passioni-sogni?

1) In tante tra le ragazze sognano di diventare tatuatrici e questo mi sembra stupendo (anche se io non mi farò mai tatuare) e sono incerte su come muoversi per diventare ciò che desiderano, serie professioniste e non pasionarie improvvisate, e io e Francesco abbiamo fatto vari nomi di riferimento (l’etica del lavoro si impara guardando i grandi già qua, a Cagliari e in Sardegna);

2) c’è chi desidera partire dalla fotografia per raccontare emozioni e storie (e gli ho consigliato senza dubbio di passare da “S’Umbra” per capire se anche la camera oscura può interessargli) e anche sperimentare con i cortometraggi, ma ha molto pudore di ciò che sta facendo e non sa se ha valore tout court;

3) c’è chi è allieva dell’attrice Monica Zoncheddu ed entra nelle anime “di carta” o nelle emozioni con tutta se stessa,

4) c’è chi lavora sul fumetto;

5) c’è chi è interessato al racconto da sviluppare con qualunque strumento possibile,

6) c’è chi sogna di diventare un barbiere di valore modellando barbe e capelli,

7) c’è chi ancora non sa cosa desidera, semplicemente.
Ecco.

Circa dieci persone, diversissime tra loro, che ci hanno prestato attenzione e fatto domande precise.
Francesco ha parlato del mercato dell’arte e delle sue dinamiche, ha rassicurato chi sogna e parlato di scelte possibili, mantenendosi padroni della propria ricerca.

Io, ho parlato del coraggio che bisogna darsi, ogni giorno, da soli, per muoversi dentro ambienti ostili e bugiardi, amando con tutte le forze i propri sogni, anche e soprattutto quando il resto del mondo non lo fa, senza fidarsi ciecamente di chi, quando “va bene” ci compare attorno come “amico” ( ed è solo un parassita “indicatore” di nostra “fase fortunata” ) ma dando enorme valore ai legami affettivi veri, nati “prima della fortuna”, quelli che ci donano “radici sane”, consigli sinceri, rifugio.
E ho parlato della necessità di nutrire sempre con nuove conoscenze, con sguardi su tutto, ciò che faranno, senza pensarsi mai arrivati, perché c’è e ci sarà sempre qualcuno più bravo tecnicamente, e la differenza la farà la sostanza di ciò che facciamo, cioè se riusciremo a “toccare” gli altri, a costruire un nostro percorso di ricerca e di “racconto”.

Non abbiamo parlato, io e Francesco, dentro l’Aula 19, dell’Accademia di Belle Arti a Cagliari.

Non è capitato.
Sarebbe meraviglioso se, INSIEME a quella di Sassari, potesse esistere anche a Cagliari, senza penalizzare in alcun modo la vita di quella del Capo di Sopra della Sardegna, dove presto sarà attivato anche un FabLab interno, grazie alla collaborazione dell’Architetta Francesca Mereu (manager del FabLab Cagliari), con a capo – credo – Pier Paolo Luvoni.

Senza conoscenza, senza formazione continua, non si arriva se non agli “stagni”: se non sai, non puoi fare e quindi non puoi scegliere.

E NO: non ci si improvvisa “alcunché”, anche se in Italia pare una tendenza-tentazione diffusa…, e poter scegliere con consapevolezza è un privilegio assoluto.

Rossana Corti

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