Rosso Santo Stefano pandemico

Santo Stefano pandemico (fantascienza dal futuro presente)

A Santo Stefano avevo deciso trasgressivamente, di smaltire alcol e pranzo Natalizio passeggiando in spiaggia.
Altri umani temerari al mio passaggio, temendo che fossi un agente in borghese, si scaraventavano a terra a fare flessioni o cominciavano goffamente a correre per sembrare degli sportivi, passeggiare in spiaggia nel 2021 era diventata una grave ingerenza verso gli altri, come si era arrivati a questo?
Il gregge umano dei sapiens non era stato mai cosi popoloso e ben nutrito, aveva determinato al suo macrogoverno un’intelligenza inferiore chiamata economia, che per farlo sopravvivere floridamente l’aveva recluso nelle sue stanze, limiti e cortili, da lui stesso concepite, edificate e utilizzate come rifugio.
Era ufficialmente, dopo un lungo percorso di consumismo individuale vendutogli come democrazia e libertà, in guerra con se stesso per sopravvivere a se stesso, rivendicava la sua immortalità da consumatore, era in guerra con se stesso per continuare a potere attaccare il pianeta, per distruggere il pianeta serviva esorcizzare la morte, necessitava allungare l’aspettativa di vita, il corpo andava tenuto in vita più a lungo fosse possibile, quel corpo era un corpo di un consumatore, serviva a nutrire l’economia connesso ad altri corpi che come lui, producevano e alimentavano economia.
Tutto questo non lo si poteva dichiarare, ma si poteva tradurre e incarnare in un virus arrivato al posto giusto e al momento giusto, un banale salto di specie che ci poneva dinanzi al fatto che altro non eravamo che una specie, specie che mai in quantità così ingente aveva popolato e attaccato il pianeta.
Diventavano economicamente preziosissimi gli anziani, erano loro che avevano costruito questa economia, era loro il portafoglio che muoveva il consumo di adolescenti senza aspettative, dovevano sopravvivere, la paura della morte di un qualsiasi consumatore era da esorcizzare.
Dal luogo dove racconto questo, la libertà assumeva tratti e aspetti paradossali, i consumatori avevano margini di movimento produttivo e consumistico a giorni alterni, qualche giorno potevi consumare nel tuo comune, qualche altro fuori dal tuo comune, qualche altro ancora in certi negozi piuttosto che altri o nei centri commerciali, poi c’era la possibilità dei prodotti d’asporto.
Nodale era nascondersi dall’altro, quando si usciva si doveva distanziare e temere l’altro, a patto che la relazione non fosse legata dal commercio, per questo bisognava salvaguardare l’altro.
Scomparivano le relazioni in pubblico, tutto doveva avvenire in casa e a distanza, eravamo tutti tracciati e tacciabili, tutti da un momento all’altro potenziali criminali.
Eravamo diventati sapiens d’allevamento che nutrivano l’economia.
Tutto questo nutriva i ricchi che diventavano sempre più ricchi e i poveri restavano sempre più poveri, i poveri servi dei più ricchi erano più ricchi dei poveri che non servivano ai ricchi, ma nessuno si poteva o doveva lamentare.
Il reddito di cittadinanza e gli aiuti economici consentivano a tutti di consumare a costi ridotti, si potevano ordinare prodotti su Amazon e consumare Mc Donald’s d’asporto (che variava il gusto locale del suo cibo proprio come certi pesticidi per topi).
Un particolare sfuggiva all’intelligenza inferiore che nell’interesse comune aveva concepito tutto questo, il non considerare che un alimento del consumo economico è nel dissenso evolutivo, ragion per cui, privare l’umano della sua natura ambientale e relazionale naturalmente gliela faceva desiderare e riscoprire, insomma più ci si allontanava dai propri istinti bestiali naturali più questi si alimentavano.
Non bastava offrire e promettere tutto al predatore regale del pianeta terra, non serviva la gabbia consumistica invisibile che il virus gli aveva costruito intorno, si stava andando verso un punto di non ritorno, o si evadeva o si moriva in un epocale suicidio cognitivo di massa.
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