Ruggero Mameli: gli artisti sono veri critici

Ruggero Mameli della Collezione Mameli​ è un collezionista come quelli che nella Parigi fine dell’Ottocento, senza nessuna pregiudiziale, scoprivano gli artisti e le loro ricerche nel luogo che vivevano consegnandoli alla storia e alla memoria.
In questa maniera dovrebbero pensare tutti i collezionisti d’arte contemporanea, pensare un poco meno al buon o cattivo investimento, ascoltare e comprendere la voce dell’artista e avere la forza di tutelarla e farla circolare, la fruizione empatica dell’arte è individualmente in relazione alla cultura ed alla prospettiva di visione culturale di ciascuno, investire su di sé e il proprio gusto è l’unico modo per evadere dall’industria del pensiero e del prodotto unico anche nei linguaggi e dei processi dell’arte.

Ruggero Mameli: gli artisti sono veri critici

Sono sempre più propenso a pensare che gli unici veri critici debbano essere gli artisti, ovvero gli addetti ai lavori.

Solo loro.

Noi altri possiamo solo renderci utili, acquistare i loro lavori, goderceli e meravigliarci.
Personalmente mi lascio incantare da alcuni storici dell’arte, in particolare quelli che, sebbene abbiano visto tanto, sono ancora capaci di stupirsi.
Per il resto, la mia più grande meraviglia erano e rimangono gli artisti. Talvolta anche la loro vita è un opera d’arte, come la resistenza, la ribellione e la forza delle idee…
Avvicinatevi agli artisti, andateli a visitare nei loro studi, ponete loro domante e ascoltatene le risposte: dietro ogni lavoro c è una ragione, non abbiate paura di scoprirla, e se potete, comprate qualcosa…

Ruggero Mameli, collezionista

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