Sa Razza: il maestrale della storia

Sa Razza: il maestrale della storia

 
In un tempo di distanziamento sociale, d’impoverimento generale, di scuola della (e dalla) memoria breve, dove si saccheggia e depreda la cultura, dove i moti di piazza si strumentalizzano dividendo il popolo in popolini con tante bandierine funzionali alla squalifica mediatica, dove ci sono violenze sociali giustificate e reazioni sociali ingiustificate perché non si sa porgere sempre l’altra guancia, dove sotto traccia si tollera il suicidio culturale di massa sempre che avvenga nel silenzio del proprio contesto domiciliare, dove la tutela dell’anziano costringe al sacrificio del giovane altrimenti da quali pensioni spingere i consumi, dove Salmo cita i Sa Razza ma non si esibisce con loro in novanta minuti d’applausi, dove El Raton diventa giudice con il machete di X Factor, i Sa Razza ancora esistono e resistono.
La parola lockdown in sardo non esiste (lo scrive su Komandanti Kilo sui suoi network) e il maestrale continua a fare soffiare la loro storia, la storia dei Sa Razza è la storia del rap non solo isolano ma italiano, non si cancella con i media di massa, non si aggiorna come un nuovo software, semplicemente è nella nostra memoria collettiva e realmente connettiva, il loro ultimo pezzo “maestrale” ci delucida su quanto poco paghi andare contro il vento della storia, la storia sa sempre quando e come riprendersi i suoi spazi.
Questo vuole dire assecondare il maestrale, sentire la propria storia.
La loro lezione di stile nell’isola resiste a tutto e tutti, producono ancora nonostante il mondo della musica Indy sia in stato d’arresto causa Covid 19 (ma X Factor si è fermata?), in un momento complicato dove icone del rap militante come Pol G degli Assalti Frontali per fare cassa si da allo spaccio della cannabis e della marijuana, Quilo e Ruido sanno che il loro maestrale è “uno dei tanti venti che spazzeranno la terra, è uno dei tanti semi dai quali nasceranno altri mondi”, proprio come scriveva un tale Zapatista (indipendentista) a volto coperto, alla fine dello scorso millennio.
Il videoclip di Maestrale dei Sa Razza al link:
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