SALVINI AL PAPEETE

SALVINI AL PAPEETE, O DELL’ESTETICA DELLA NOSTALGIA

E’ indicativo come di tutte le analisi fatte sul video di Salvini al Papeete, non ci siano stati apprezzabili contributi sull’estetica dell’evento.

Eppure è tutto lì. In 10 minuti scarsi (sommando i vari spezzoni di riprese circolandi per la rete) c’è un richiamo persistente agli anni ’80, ’90 e 2000, questi ultimi celebrati solo prima della crisi del 2008.

Dalle cubiste in costume leopardato fino al ministro che fa dj set, il richiamo all’Italia godereccia anni 80/90 è così palese da essere iconico, e replica perfettamente quanto sta avvenendo nella gran parte dei locali più trendy d’Italia, dove le serate anni ’90 fanno pienoni imbarazzanti, mentre i marchi di moda recuperano il look di quel decennio senza nemmeno provare a riaggiornarlo.

Scendendo più nel dettaglio, l’Inno di Mameli messo su dal vice premier è un puro intro, che -e qui c’è molto d’indicativo- lui non canta, le cubiste non ballano e pochi del pubblico presente biascicano.

Il vero climax avviene quando Salvini mette “Saven Nation Army” dei White Stripes, canzone incisa nel 2003 ed usata come inno dai tifosi italiani per il mondiale calcistico del 2006, l’ultimo vinto a sorpresa da un’Italia appena uscita dagli scandali sul calcio scommesse.

In fondo il programma politico, l’essenza del leghismo salviniano è tutta qui: una disperata nostalgia dell’Italia pre crisi, non dell’Italia in quanto nazione guidata da uno stato e una classe dirigente forte e rispettata, ma un’Italia intesa come paese che vince e gode grazie all’arte di arraggiarsi in ogni campo dei suoi singoli.

Il feroce anti immigrazionismo, il ritorno alla famiglia tradizionale del DDL Fontana, le battaglie contro la cannabis legale, ecc sono solo pretesti: l’unico vero obbiettivo è ricreare l’illusione collettiva che possano tornare i tempi pre crisi.

La scelta di usare come scenario di questa rievocazione il Papeete non è casuale: impero familiare fondato nel 2000 che comprende linea d’abbigliamento, cd musicali, stabilimenti balneari, ecc è il luogo che ha reso canonico l’happy hour in italia.

Si può discutere all’infinito se il duo Salvini-Morisi sia un flagello che l’Italia non si meritava, ma una cosa è sicura: sono gli ultimi ad avere una chiara idea di che Paese vogliono, e a saperla rappresentare.

Federico Leo Renzi

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