SALVINI, COVID E RAZZISMO

SALVINI, COVID E RAZZISMO

Indicativo come gli stessi negazionisti del Covid, utilizzino il pericolo del virus come argomento per respingere i migranti: la pandemia non esiste, ma se esiste può essere portata solo da chi non appartiene al nostro gruppo etnico/sociale/culturale, cioè da chi porta su di sé lo stigma della povertà e dell’inciviltà. Più che di negazionismo, si può parlare quindi di una visione etnico-identitaria della pandemia:

fra noi bianchi ricchi civilizzati non può esistere perché la nostra cultura igenico-sanitaria ci rende biologicamente superiori a questa “influenza stagionale”, ma esiste presso altri gruppi umani segnati dalla povertà, dall’inciviltà e quindi dalla mancanza di igiene.


Questa idea ribalta uno dei capisaldi del razzismo biologista classico, recentemente riemerso pure in ricerca “scientifica” di matrice (guardacaso) statunitense:

i neri e gli arabi come incivili ma biologicamente superiori, quindi destinati a conquistarci in virtù della mera forza del loro organismo se non adeguatamente tenuti a bada.


Chi ritiene xenofobia e razzismo dottrine sempre uguali a se stesse, dimentica come queste si adattino e ripensino continuamente a seconda delle contingenze politiche.

Federico Leo Renzi

 

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