SALVINI E IL VANGELO: IL CATTOLICESIMO SECONDO MATTEO

SALVINI E IL VANGELO: IL CATTOLICESIMO SECONDO MATTEO

Che il ministro dell’interno utilizzi il Vangelo, il rosario, ecc nei propri comizi è cosa nota.

Ma il perché lo faccia e cosa intenda facendolo non viene mai analizzato. Provo a farlo brevemente io.

Per Salvini i simboli religiosi hanno una doppia funzione: rimandare ad un passato condiviso (quello in cui eravamo in gran parte cattolici) e porre una barriera simbolica contro gli immigrati, considerati in massa musulmani.

Il cattolicesimo proposto da Salvini quindi non è una spiritualità, un orientamento esistenziale, nemmeno un’etica di base, ma un puro marcatore etnico.

Per questo il leader leghista può nel contempo dirsi cattolico e attaccare le gerarchie ecclesiastiche: la sua fedeltà non è alla Chiesa vivente e al suo messaggio, ma ad una serie codificata di simboli ed immagini che rimandano ad un recente passato in cui gli italiani erano un popolo prospero ed omogeneo, popolo tradito dalle gerarchie ecclesiastiche colpevoli di aver appoggiato l’immigrazione.

Se vogliamo trovare una definizione spendibile, il suo è un cattolicesimo estetico: si basa non su idee o etiche, ma su un sentire diffuso che vede nel Vangelo, nel rosario, nella messa, ecc qualcosa di rassicurante, di familiare, di immutabile in un panorama sociale ed economico instabile e minaccioso.

L’interessante è il consenso del popolo attorno a questo uso e a questa visione del cattolicesimo: i credenti come i non credenti (perfino molti atei militanti) sposano questa visione del leader leghista, perché la percepiscono non come una sua creazione o manipolazione, ma come l’essenza stessa del cattolicesimo.

Persino gli avversari adottano esplicitamente la stessa visione quando contestano il Ministro dell’Interno: il punto di disaccordo è se il cattolicesimo escluda o meno la carità (diciamo pure la pietà) verso gli immigrati, cioè se favorisca o meno l’integrazione del diverso col popolo italiano, non se il cattolicesimo sia qualcosa di diverso o di più di un’estetica.

Questa trasversalità di visione, emersa grazie al leader del Carroccio, dimostra come negli ultimi 40 anni sia avvenuto un irreversibile mutamento antropologico: il cattolicesimo si è totalmente svuotato in quanto religione, ed è rimasto un puro e semplice simulacro composto da simboli, luoghi, gerarchie.

Un vaso pregiato che rimanda ad un mitico passato senza contenuto, e proprio per questo facile da riempire con ogni paura e speranza agiti l’immaginario collettivo.

Federico Leo Renzi

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