SAPIOSESSUALITA’ E DEMISESSUALITA’

SAPIOSESSUALITA’ E DEMISESSUALITA’: IL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO

Riguardo al mio scritto di ieri sulla sapiosessualità e la demisessualità, un professionista che lavora su questi temi mi ha chiesto di pubblicare questa rettifica.

Io ovviamente nel mio scritto non trattavo né criticavo chi appartiene alla comunità asessuale, ma la ripresa di categorie nate in questa comunità da parte di esterni per altri fini, che sono 1) la creazione di un nuovo marcatore di classe, basato sul consumo sessuale-affettivo 2) l’uso che il marketing degli eventi e dei prodotti culturali fa di queste categorie per piazzare i suoi prodotti.

Federico Leo Renzi

L’EROS DELLA CLASSE DISAGIATA

“Giusto un paio di chiarimenti in merito alla demisessualità, da una persona che sui temi legati alla sessualità ci lavora:

1) “E’ interessante come a supporto di queste due nuove “categorie” siano sorti subito studi “psicologici” con pretese scientifiche”.

Falso.

La ricerca psicologica si è effettivamente interessata all’ASESSUALITA’ ma proprio in ragione del modo in cui ha definito quest’ultima (alternativamente: mancanza di attività sessuale, mancanza di desiderio sessale, mancanza di arousal sessuale e mancanza di attrazione sessuale per altre persone) ha escluso/marginalizzato la demisessualità dal discorso e, più in generale, escluso una buona parte delle diversità che vi sono all’interno delle comunità asessuali.

I lavori in psicologia che trattano strettamente di demisessualità sono praticamente nulli e, al massimo la demisessualità viene citata di striscio. (escludo da questo ragionamento i lavori che definiscono le asessualità in termini di auto-identificazione, cioè, “è asessuale chi si riconoscono come tale”, in cui il lavoro è stato quello di andare ad esplorare il modo in cui il significato di queste categorie viene negoziato).

2) “a definirsi demisessuali e sapiosessuali “casualmente” sono tutti membri del ceto medio, laureati e impiegati in lavori cognitivi, che cercano partner appartenenti allo stesso ceto”

Gravemente Falso.

Posto che ricerche sulla demisessualità in termini di correlazioni con variabili demo- e socio-grafiche al momento non ne esistono, l’unico punto di riferimento per eventuali supposizioni può essere la ricerca fatta sulle persone asessuali in UK (N.B. però qui le persone asessuali sono state “riconosciute” come persone che non hanno mai avuto desiderio sessuale). Quella ricerca, se qualcosa ha rilevato, è stato semmai che le persone riconosciute come”Asexual individuals were also more likely than sexual individuals to come from
lower socioeconomic conditions” (e, nello stesso studio, pare vi siano anche titoli di studio più basso).

Mi chiedo quindi dove abbia trovato quel dato… a meno che non sia un “secondo me”.

Visto che son pure gravemente pignolo, son riuscito a trovare pure una tesi di laurea magistrale che, sempre in un campio del UK (ahimé), ha tirato fuori un po’ di variabili demografiche in comparazione tra persone asessuali, gray-sessuali (all’interno del quale infila anche le persone demisessuali) e le persone sessuali. E, guarda un po’, pare che:
“Some of the characteristics of gray-sexual people indicated intermediary differences between asexual and sexual people, such as the number of sexual encounter partners, measures of masturbation, percent white, *socio-economic status*, religiosity, and height.”
Quindi, son presi un po’ meglio delle persone asessuali, ma comunque peggio delle persone sessuali (che suggerirebbe un certo tipo di trend). Sulla stessa ricerca, nella tabella riassuntiva, si suggerisce, nuovamente, che in termini di educazione le persone asessuali e gray/demisessuali hanno un livello inferiore alle persone sessuali. Allego la tabellina come immagine (SES sta per Socioeconomic Status).”

David Primo

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