“Sardegna Contemporanea. Spazi Archivi Produzioni”

“Sardegna Contemporanea. Spazi Archivi Produzioni” è la terza tappa del programma pluriennale del Museo MAN “La costante resistenziale”, dedicato allo studio delle ricerche più innovative che, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, hanno caratterizzato la scena artistica regionale.

L’individuazione di un possibile connotato specifico, da riconoscere all’interno delle diverse esperienze, costituisce l’ossatura di questo progetto. La “Costante resistenziale sarda” è infatti un concetto con il quale l’archeologo Giovanni Lilliu ha cercato di esprimere la storica lotta condotta dal popolo sardo contro le potenze coloniali che di volta in volta si sono affacciate sulle coste dell’isola.

La mostra, a cura di Micaela Deiana, ci pone davanti a un panorama artistico in cui la questione del linguaggio e della sua sincronia rispetto ai dibattiti ufficiali risulta meno pressante: l’età globalizzata, la velocità dello scambio grazie al web e la facilità degli spostamenti fisici alterano la dinamica relazionale fra centro e periferia.

Partendo da queste mutate condizioni, si propone una ricostruzione della produzione artistica nell’isola ampliata rispetto alla ricerche dei singoli artisti e collettivi, che include anche gli artist-run-space, i centri espositivi, le gallerie e le associazioni culturali che hanno contribuito a dare forma alla scena locale.

Il progetto si apre così alla totalità delle figure che hanno abitato il sistema dell’arte degli ultimi vent’anni – artisti, curatori, critici, galleristi, collezionisti e mecenati – evidenziando relazioni e collaborazioni.

“Sardegna contemporanea” si articola su due livelli di indagine, da una parte l’organizzazione di una mostra dalla curatela corale, dall’altra la creazione di un primo archivio della produzione visiva in Sardegna negli anni Duemila.

La mostra ricostruisce le vicende della produzione isolana attraverso le narrazioni dei singoli spazi che hanno animato il dibattito culturale degli ultimi quindici anni.

Sono stati invitati a partecipare diciassette realtà e ciascuna ha scelto le modalità espositive attraverso cui raccontare la propria esperienza, organizzando una propria sezione di mostra libera da condizionamenti istituzionali.

Si è innescato così un processo di autodeterminazione, corale e orizzontale, specchio dell’eterogeneità delle proposte e delle visioni portate avanti in Sardegna negli anni Duemila.

La project room accoglie invece l’archivio-biblioteca, una sala studio per chiunque voglia approfondire la produzione artistica in Sardegna negli anni Duemila.

Viene istituito un archivio aperto, un primo fondo implementabile che avvia una ricognizione sulle ricerche dei singoli artisti attivi in questo arco temporale.

Primo passo di un programma di studio e ricerca, l’archivio vuole costituirsi come un progetto in continuo sviluppo,

capace di fotografare nel tempo l’evoluzione della realtà artistica isolana. Viene accompagnato da una biblioteca che raccoglie cataloghi, produzioni editoriali e portfolio.

Attraverso “Sardegna contemporanea-Spazi Archivi Produzioni”il Museo MAN si fa spazio aperto, laboratorio di ricerca in cui sperimentare nuove forme di produzione ed esposizione.

L’istituzione si presenta in questa occasione come un network di esperienze differenti riunite in un unico luogo di confronto e produzione.

Partecipano al laboratorio di Sardegna Contemporanea: Askosarte, blublauerspazioarte, Casa Falconieri, Centro culturale Man Ray, Cherimus, Fondazione per l’arte Bartoli Felter, Galleria Capitol, Giuseppefraugallery, Little Room Gallery, LEM – Laboratorio Estetica Moderna, Madriche, MEME | Arte contemporanea prossima / Progetto Contemporaneo, Seuna Lab, S’Umbra Percorsi Visivi, Su Palatu Fotografia, Spazio (In)visibile, Spazio P.

Alla mostra seguirà la pubblicazione del volume Arte Contemporanea in Sardegna (1957-2017), edito da Magonza Editore con il contributo speciale del Banco di Sardegna. Il libro, a cura di Lorenzo Giusti, Micaela Deiana ed Emanuela Manca, raccoglie una ricca selezione di testi critici sulla produzione artistica in Sardegna a partire dalla fine degli anni Cinquanta, con ricostruzioni cronologiche e affondi tematici dedicati a contesti geografici, gruppi ed eventi. Dodici gli autori coinvolti nel volume: Sonia Borsato, Antonella Camarda, Simona Campus, Antonello Cuccu, Micaela Deiana, Rita Pamela Ladogana, Emanuela Manca, Manuelle Mureddu, Giangavino Pazzola, Marta Pettinau, Roberto Sirigu, Luca Vargiu.

 

Con Askosarte ( Alice Uby Rivagli Michele Mereu e Chiara Schirru) saranno in mostra gli artisti:
Mu Mush, Micchelli Marrocu Serra, Daniela Manca e Francesca Manca, Tonino Mattu, Aiclu Lucideddu, Domenico Mimmo Di Caterino e Barbara Ardau, Simone Cireddu e Progetto askos.

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