Sardi proni alla corte di Re Vittorio

SGARBI QUOTIDIANI

Sardi proni alla corte di Re Vittorio

Non so se il tour estivo di Vittorio Sgarbi in Sardegna sia terminato o siano previste altre tappe.
So solo che in me è rimasto solo un profondo senso di nausea e la certezza del nostro essere provinciali, maledettamente provinciali, provinciali nel nostro DNA.
Nulla contro Sgarbi, Sgarbi è Sgarbi, promuove sé stesso.
Sgarbi recita Sgrabi e, interpretandolo magnificamente, vende Sgarbi.
Credo che oggi, e da parecchio tempo, Sgarbi sia il più importante artista situazionista italiano contemporaneo … e non ce n’è per nessun altro.
E siccome io amo il Situazionismo e l’arte situazionista in genere, il mio senso di nausea non è per Sgarbi ma per quella corte di sindaci, giornali, artisti che, da veri cortigiani, ne reggono il gioco.
Certo, in una sorta di “excusatio non petita”, tutti ci tengono a sottolineare che la comparsata dell’illustre artista/critico nei loro Comuni, sulle loro pagine, nei loro studi, è avvenuta sotto l’egida dell’Arte, che Sgarbi era da loro in veste di storico dell’arte, come se Sgarbi si potesse smembrare, disarticolare in particole buone o cattive, a seconda della convenienza e dell’appartenenza politica.
Ovviamente non è così, perché se Sgarbi è Sgarbi e il cangiantismo è una delle prerogative dell’artista situazionista, la dabbenaggine di certi amministratori, la pochezza di certi giornali e la miopia ignorante di certi artisti, è invece la certificazione, senza se e senza ma, del provincialismo anzidetto, di scarsa cultura, di nessuna lungimiranza e di poca dignità.

Quando Sgarbi parla di un artista, esalta sé stesso, la sua è un’efficace operazione di parassitismo estetico.

Sgarbi non hai mai promosso un artista, non è Celant e non è Achille Bonito Oliva, e mette tristezza vedere alcuni nostri artisti strisciare ai suoi piedi.
Fa tristezza anche vedere le pagine culturali dei nostri più importanti quotidiani, avide nel riportare ogni sua parola nonostante, spessissimo, non siano altro che luoghi comuni, piaggerie (Benetutti, Sistina della Sardegna … sti cazzi!), o sintesi critiche abbondantemente superate dagli studiosi della materia (Maestro di Ozieri).
E, infine, quei sindaci, alcuni anche capaci, alcuni, addirittura di robusta tempra sardista e identitaria, che arrivano a farlo accomodare sul loro scranno con nessuna dignità politica e con un atteggiamento di vassallaggio che avrà fatto rivoltare nella tomba diversi illustrissimi sardi del nostro più o meno glorioso passato … ma si sa, e Sgarbi lo sa bene, si fa questo e altro per quei famosi e maledetti “15 minuti di celebrità” di warholiana memoria, seppur per interposta persona.
Ivo Serafino Fenu
Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather