Sardine o non sardine?

 

Di ritorno dalla manifestazione di Padova, mi è capitato di sentire in autobus questo dialogo fra un giovane studente che aveva appena manifestato e un anziano che lo criticava:

Anziano: “Hai la sardina sul cappotto. Sei andato a manifestare?”

Studente: “Sì”

A: “Ma perché andate in piazza?”

S: “Per dire no all’odio e alla disinformazione con cui Salvini distrugge l’Italia”

A: “Ma dov’è quest’odio? Di cosa parli?”

S: “Su Facebook è pieno, poi Salvini controlla anche la tv, i giornali, Instagram…”

A: “Ma tu stai parlando di roba dei social. I giornali sono quasi tutti di sinistra, Salvini non ha comprato la Repubblica o il Corriere”

S: “Sì, ma anche i giornali di sinistra parlano sempre di lui, in tv c’è sempre lui”

A: “Ma anche voi parlate sempre di lui. Siete tutti contro di lui”

S: “No, noi siamo contro il razzismo, l’omofobia, i decreti sicurezza…”

A: “Ma in piazza andate contro di lui”

S: “No, contro la destra che vive di odio e razzismo”

A: “Ma cosa proponete di concreto?”

S: “Ci sono tante proposte quante sono le sardine!”

A: “E quanti voti pensate di spostare?”

S: “Tutti i voti di quelli che si sveglieranno dall’odio e dall’informazione pilotata dalla destra grazie a noi”

A: “Cioè non sposterete un voto. Qualsiasi cosa diciate è inutile”

lo studente voleva ribattere, ma l’anziano si è seduto lontano da lui e ha tirato fuori il cellulare dalla tasca, scrollandolo con disprezzo.

Federico Leo Renzi

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