Scarsi risultati di Lega, Fratelli d’Italia e M5S

Secondo gli analisti mainstream gli scarsi risultati elettorali di Lega, Fratelli d’Italia e M5S alle amministrative dimostrano l’agonia del populismo e il ritorno dell’elettorato alla moderazione e alla fiducia nelle istituzioni.
Ovviamente nulla di più falso.
I risultati pessimi dei cosidetti partiti populisti dimostrano due cose:
1- Che questi non hanno saputo né voluto allevare una classe dirigente locale presentabile, candidando personaggi evidentemente invotabili solo per dimostrare che il partito, per quanto poco convinto, la sua bandierina ce l’ha messa.
2- Che ormai persino i militanti più irriducibili si sono accorti che i cosidetti partiti populisti non sono che delle brutte copie dei partiti “responsabili”.
Dal M5S diventato la costola del PD, passando per la Lega più dentro che fuori dall’esecutivo Draghi, finendo con FDI che sta all’opposizione solo perché qualcuno deve fingere di starci per mantenere la parvenza di una democrazia, gli italiani non sono diventati improvvisamente pro sistema, si sono solo accorti che chi diceva di volerlo rivoluzionare in realtà è solo un altro puntello per permettergli di durare in eterno.
Paradossalmente gli italiani sono ora più disposti ad un cambiamento radicale di quanto lo erano prima della pandemia: se qualche analista politico facesse un giro fra i lavoratori della logistica, della GDO, le masse di precari neoassunti con contratti di un mese a bassissimo salario (diventati praticamente lo standard durante la pandemia), sentirebbe discorsi contro il sistema che ricordano quelli degli anni ’70.
Ciò che manca rispetto a 50 anni fa sono partiti, sindacati, movimenti capaci di dare un’ideologia, un organizzazione e obbiettivi chiari a questa massa di scontenti che vorrebbe cacciare la santa alleanza fatta da confindustria, sindacati confederali e politici devoti al vincolo esterno imposto dall’UE.
Federico Leo Renzi
Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather