Scenografia di guerra!

Nell’apocalisse zombie ogni vivo è cibo per i non morti; nel postcapitalismo ogni individuo è per il suo prossimo un bancomat da scassinare per ottenere denaro.
La differenza fra l’apocalisse dei morti acefali e il postcapitalismo non è nella dinamica dei rapporti, ma nel modo in cui si estrae cibo dall’altro: uccidendolo nel mondo dominato dagli zombie, lasciandolo più povero e vulnerabile (ma ancora abbastanza in forza per poterlo sfruttare di nuovo) in quello dominato dall’uomo postcapitalista.
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La scissione guidata da Di Maio che intende formare l’ennesimo partito “moderato” (perché ovviamente il M5S a guida Conte è un partito estremista) dimostra come la classe politica italiana è così attratta dal fantomatico centro, da non notare che ormai il centro è saturato di proposte… ci sono più partiti centristi che italiani aventi diritto al voto.
Il paradosso di una classe politica sempre più centrista ed un elettorato sempre più polarizzato viene ricomposta dai toni dei media:
ormai i giornali di centro (da Repubblica alla Stampa) hanno toni e posizioni così guerrafondaie e proschiavismo (la battaglia abolizione reddito cittadinanza e controsalario minimo) da far sembrare le stampa fascista un esempio di equilibrio argomentativo.
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E’ sempre più difficile capire se il costante pellegninaggio di VIP in Ucraina serva alla causa degli ucraini o ai VIP.
La costante copertura dei media sulla guerra la sta trasformando in uno spettacolo, e la guerra sembra più una scenografia che un evento.
La mobilitazione totale sperimentata durante la pandemia sembra continuare indipedentemente dalla sua utilità propagandistica, come un motore impazzito che continua a girare a pieno regime anche se ha perso la sua funzione.
Federico Leo Renzi