Schizzi: impostazione intuitiva di una figura dall’alto

Gli schizzi ordinano il pensiero

Cosa posso verificare in uno studente di Liceo Artistico (ma lo stesso dicasi per uno d’Accademia) nel tempo del distanziamento sociale? La sua capacità d’innestare sul processo tecnico del segno/disegno il suo concetto, il suo pensiero.

Devo fargli capire che in un corso d’Arti Figurative non s’impara a disegnare come Michelangelo o Leonardo, questo perché non pensano e non vivono come loro.

Michelangelo o Leonardo hanno vissuto non sapendo cosa fosse un logo o un brand, non hanno mai indossato scarpe da ginnastica, non hanno mai lavorato illuminati da una luce elettrica.

Quello che può accomunarli a Leonardo e Michelangelo è la bellezza del pensiero che diventa progetto, un concetto nitido rende un disegno progetto estetico.

Non può e non deve passare in un laboratorio di Liceo, il concetto che quello si produce artisticamente oggi non sia bello come l’arte di un tempo.

Il linguaggio dell’arte è un motore evolutivo che non si è mai fermato, l’arte anche la propria quando c’è, la si comprende con la bellezza del proprio sguardo.

Oggi non si può avere lo stesso sguardo sul mondo di Monet o Renoir, ed è lo sguardo di ogni singolo artista a raccontare il mondo. Lo studente non deve chiedere “va bene”, deve solo ascoltare perché per me che incarno l’altro, potrebbe non andare bene.

L’arte nasce sempre come osservazione e riflessione autonoma e individuale, i laboratori artistici liceali e accademici sono uno strumento d’elaborazione di identità creativa in un contesto collettivo, gli schizzi servono a progettare colpi di pennello, video, foto, una scultura, un oggetto, un edificio, un’idea, una visione. Gli schizzi sono lo strumento dell’artista per ordinare il suo pensiero.


 

 

Un problema in ingresso nel Liceo Artistico è la costruzione di una serie di tavole di schizzi, che progressivamente lascino intendere come si stia costruendo e studiano una forma o un personaggio.

Difficoltà della didattica a distanza, rispetto a quella in presenza, è quella di garantire la caratterizzazione di ricerca stilistica dello studente pur vincolando a una traiettoria più schematica rispetto la didattica in presenza.

Tav.nr.1

Lato sinistro: un uovo al contrario dentro un triangolo.

Lato destro: un uovo al contrario dentro un triangolo diviso in tre parti uguali.

 

Tav. nr. 2

Lato sinistro: un uovo dentro un triangolo diviso in tre parti uguali, con attaccatura del collo, che prospetticamente si muove in parallelo verso il vertice del triangolo.

Lato destro: un uovo dentro un triangolo diviso in tre parti uguali, con la parte mediana con un triangolo senza vertice che culminerà all’altezza delle sopracciglia.

 

Tav.nr.3

Lato sinistro: L’uovo diviso in tre parti uguali orizzontali, nella fascia intermedia, lo si divide segnandosi le misure lateralmente in due parti uguali, la parte superiore la si divide ulteriormente a metà per tirare una retta parallela orizzontale, che c’indicherà la zona dove compariranno gli occhi.

Lato destro: nella zona dell’occhio, costruire uno schema standard romboidale (che servirà poi per costruire e caratterizzare l’occhio), appuntarsi che tra un occhio e l’altro c’è sempre come unità di misura un occhio di distanza (che ho segnato visibile).

Tav.nr.4

Sinistra: in aggiunta alla tavola precedente, nello spazio romboidale destinato all’occhio destro e sinistra, ho aggiunto uno spazio di ricerca dove studiate come caratterizzare gli occhi del personaggio che state ritraendo o studiano, dalla metà di un occhio e dell’altro, ho tirato giù due perpendicolari per ricordarvi che le connessure labiali (gli angoli delle labbra), si trovano sempre a quell’altezza.

Destra: applicate lo studio del taglio degli occhi della tavola a sinistra nello stesso schema a destra, e su di uno schema di bocca standard (due trapezi speculari) costruitevi le labbra del personaggio che state studiando (o ritraendo).

Tav.nr.5

Vi ho complicato un poco la vita.

Lato sinistro: Ho caratterizzato ulteriormente il volto con il taglio delle sopracciglia, anche in questo caso, lateralmente, dal momento che si tratta di una tavola di schizzi, potete appuntavele e studiarle. Stesso discorso per il mento, che culmina nella parte inferiore dell’ovetto che avete impostato più volte che potete caratterizzare con il mento.

Lato destro: Ho girato lo schema uovo lateralmente, dividendo sempre in tre part uguali, adesso nella zona naso c’è un triangolo che non è più isoscele (senza vertice) ma è rettangolo (può diventare anche isoscele o scaleno in relazione a come state costruendo il profilo), da modulare nella costruzione visione laterale del naso, compare nella zona mediana un trapezio (forma standard nella quale costruirvi e caratterizzare l’orecchio).

Tav. nr.6

Lato sinistro: rifatto lo schema con lo studio nello spazio naso (trapezio isoscele) del naso con l’attacco delle sopracciglia che nel lato destro andrò a innestare nello schema.

Tav. nr. 7

Sinistra: ho rigirato il volto e mi sono appuntato degli schizzi di naso di laterale che poi ho innestato nello schema e ho aggiunto il volume che sarà poi dei capelli.

Destra: ho rimesso il volto frontalmente e ho studiato le orecchie destra a partire dallo schema standard.

Tav.nr.8

Studio sintetico di spalle, mani chiuse e piedi applicato alla figura intera vista dall’alto.

Tav.nr.9 e Tav.nr.10

Studio sintetico mano sinistra, a destra una costruzione geometrica di massima (il tema del movimento delle mani lo approfondiremo in studi successivi).

 

Tav.11

Appunto di costruzione (non sviluppato) di un piede visto frontalmente e poi lateralmente, è qui soltanto a ricordarvi che le dita dei piedi non hanno tutte la stessa dimensione e scalano dall’alluce al minolo per volume, per lunghezza servirebbe lo studio diretto della visione del vostro piede, prendete l’abitudine d’osservare e di comprendere gli equilibri del vostro corpo e della vostra anatomia.

Tav.nr.12, impostazione di visione d’insieme di tutto ciò che avete studiato e schizzato velocemente in questo modulo di tre ore, ovviamente rispetto alla rapidità d’esecuzione in esercitazioni del genere, più ci si esercita più si migliora, più ci si osserva, più ci si caratterizza e stilizza.

 

 

 

 

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