Scoperto in Israele un dolmen gigante di 4000 anni e con segni misteriosi

-Scoperto in Israele un dolmen gigante di 4000 anni e con segni misteriosi-


Un ritrovamento casuale nell’Alta Galilea, in Israele. Una costruzione megalitica che ha gettato nel panico gli studiosi Israeliani.

Unica nel suo genere, nulla di simile si era visto nel Levante Mediterraneo. Un Dolmen (così lo definiscono) di circa 4000 anni fa con tecniche costruttive che a noi Sardi sono del tutto famigliari.

Grandi muri “a doppia cortina”, meglio conosciuto come “muru a bullu” o “a sacco”.

Una tecnica che, in Sardegna, contraddistingue tutte le costruzioni risalenti al periodo del Bronzo, dal Bronzo antico fino al recente, arrivando fino al primo ferro.

La costruzione Israeliana presenta una pianta ogivale costituita da uno spesso muro di questo tipo e racchiude una camera di forma rettangolare di notevoli dimensioni, con copertura a piattabanda.

Su alcuni massi della copertura (verso la parte interna) sono presenti alcuni petroglifi che gli archeologi Israeliani reputano essere totalmente sconosciuti.
All’interno, sul pavimento, sono state trovate delle perline in VETRO, colorate.
Sembrerebbe, a prima vista, di vedere una Tomba dei Giganti Sarda.

Stessa tecnica costruttiva, e stessa monumentalità. Inoltre i petroglifi “sconosciuti”, ricordano, molto vivamente, i petroglifi incisi nelle Domus de Janas, comunemente conosciuti come CAPOVOLTI.

Stesse figure che, stilizzate, ritroviamo nei Menhir di Laconi.
Dobbiamo tenere conto che, come datazione, le Domus de Janas sono molto precedenti al periodo del Bronzo (Neolitico), ma la raffigurazione del capovolto, in Sardegna, si è protratta almeno fino all’età del rame.
In Israele, anni fa, vi fu un ritrovamento che all’epoca fece scalpore: nel sito di El Ahwat, l’archeologo Adam Zertal, si imbatté in una costruzione che lui definì simile ai Nuraghi Sardi; tant’è che per avere un aiuto nello studio del sito, fu chiesta la consulenza di Prof. Giovanni Ugas, che confermò l’appartenenza del sito al popolo Sardo/Shardana.

Se anche questa costruzione, come sembrerebbe dalle immagini, dovesse essere un’opera Sarda, questa sarebbe un’ulteriore prova della presenza dei Sardi nel Levantino in epoca molto precedente alla nascita del <<Popolo fenicio>> e farebbe cadere definitivamente la tesi della colonizzazione fenicia in Sardegna, ma piuttosto proverebbe l’esatto contrario.
Gli archeologi Israeliani, inoltre dichiarano che:
“La presenza del dolmen fa inoltre supporre che nella Media età del bronzo nell’attuale Galilea – e possibilmente anche nelle vicine alture del Golan – ci fosse una società dotata di notevoli capacità tecnologiche e di un sistema gerarchico rigido, in grado di mobilitare per un notevole lasso di tempo la manovalanza necessaria alla realizzazione di un progetto monumentale.

Ma di quella ipotetica società – viene anche fatto notare – non sono rimaste tracce di insediamenti ed il dolmen di Shamir può dunque rappresentare un punto di partenza per l’esplorazione di un mistero che affonda nella notte dei tempi.”
Sistema gerarchico e capacità tecnologiche che conosciamo benissimo! Abbiamo fiducia nella ricerca degli archeologi Israeliani.
Maurizio Coni e Giusy Perra

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