Scuola

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VOLEVO DIRE:

Giusto scuotere il capo ed esclamare “che gente!” vedendo fior di genitori che si scagliano contro il ragazzo sfortunato portatore di handicap che disturba a scuola.

Volendo usare una fantasia grafica per fissare la cosa verrebbe da dipingere l’Italia famigliare “fortunata”, che se la prende col disturbatore di cotanta “normalità”.

Ma proprio davvero? Davvero, davvero, davvero?

“Giusto scuotere il capo ed esclamare “che gente!” vedendo fior di genitori che si scagliano contro il ragazzo sfortunato portatore di handicap che disturba a scuola. Volendo usare una fantasia grafica per fissare la cosa verrebbe da dipingere l’Italia famigliare “fortunata”, che se la prende col disturbatore di cotanta “normalità”. Ma proprio davvero? Davvero, davvero, davvero?”

Nel paese dove la mancanza della carta per il sedere dei nostri rampolli studenti è passata dal 1° al 520° posto nella graduatoria dei problemi scolastici, senz’altro dopo, comunque, alla carenza d’insegnanti di sostegno, e limitandosi a questo per evitare di scrivere un’enciclopedia sul come si può trasformare la scuola in un’appendice delle esigenze imprenditoriali com’è avvenuto in Italia, davvero è possibile che ci siano genitori che non li vedono e che esauriscono il loro ruolo educativo (dovrebbero averlo prima di tutto e soprattutto loro), nel dare l’ostracismo all’infelice senza colpa?


Senza improvvisarmi Catone di turno, ma anche senza perifrasi per dire come la vedo, lasciatemelo affermare: Questa sembra solo una propaggine della sagra della gaglioffaggine che va per la maggiore nel paese.
Poi, per non omettere nulla, va rilevato che chi si schiera per ragioni puramente umanitarie senza considerare il resto, ha bisogno anch’esso di sostegno, per essere sottratto alla stessa sagra nella quale sta sguazzando beatamente inconsapevole.

“Senza improvvisarmi Catone di turno, ma anche senza perifrasi per dire come la vedo, lasciatemelo affermare: Questa sembra solo una propaggine della sagra della gaglioffaggine che va per la maggiore nel paese. Poi, per non omettere nulla, va rilevato che chi si schiera per ragioni puramente umanitarie senza considerare il resto, ha bisogno anch’esso di sostegno, per essere sottratto alla stessa sagra nella quale sta sguazzando beatamente inconsapevole.”


Come dire… occorrerebbe che anche i genitori “buoni” pensassero un po’ di più?

G Angelo Billia

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