Selfie Academy Cagliaritana

Selfie Academy Cagliaritana

L’artista Barbara Kruger, a cavallo del millennio, con “I shop there I am” e “I shop therefore I am”, ha fatto presente come i rituali del consumo, tradotti nell’attuale e digitale estetica globale del Selfie, sono celebrazione di un finto (e culturalmente misero) benessere, che non va oltre la performance del quotidiano.

Ai funerali oggi si piange per rito e si applaude, proprio come si fosse a un talent show della morte con il morto; il cadavere sembra essere elemento dello show del vivente, quasi come fosse l’opera dell’artista Gunthers Von Hagens.

Ci si mette in scena con tutto e con tutti, c’è un selfie per ogni rituale culturale, l’altro e l’altrove intorno a noi, sono il pretesto perfetto per mostrare ed accreditare la propria immagine con l’altro, questo perché la vera merce oggi è la comunicazione, e dove si studia la pratica comunicativa artistica?

Presso un’Accademia d’Alta Formazione Artistica, a Cagliari nel 2018, ancora mai pervenuta.

Eppure oggi nessuna merce rende quanto la comunicazione, il consumismo della comunicazione è sgusciato dentro l’immagine e l’identità di ciascuno di noi; identità nata serva e che serve ad alimentare il consumo del futile, dell’inutile, dell’immateriale, del virtuale; il bene di consumo diventa esclusivamente il proprio messaggio e i propri contenuti, per questo l’arte come linguaggio identitario, e gli artisti locali residenti, sarebbero il principale motore e volano turistico ed economico Cagliaritano, ma per fare ciò l’Accademia è una necessità.

Il web, non sarà mai biblioteca, Museo, galleria, e men che mai Accademia che da sola potrebbe essere tutto questo in termini didattici e dialettici.

 

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