Senza muovere le labbra – voglia di scrivere in fretta…

Mi concentrai sul suo scrivere e mi accorsi che questa mattina, nonostante il vento gelido e il freddo a meno otto, un suo desiderio inespresso si era guardato allo specchio e ora compie tutto il tragitto in salita per raggiungere lo scrittore solitario, arrivato fin lassù sulla cima del monte della Croce, come su di un palco naturale, battuto dal vento di mare e di tramontana, lo trova seduto su di una rozza panca di pietra, con la schiena appoggiata alla vecchia croce.

In quell’eremo molto alto, come sul tetto del mondo, suo compagno è stato il breve sonno infreddolito del pomeriggio invernale; in controluce vede unmovimento: un ragno impavido lentamente scende dal ramo di un alberello secco verso un seme minuscolo che è finito al centro della sua tela e la fa muovere un filo di brezza gelata.

Prima che il sole abbia lanciato il suo ultimo raggio dietro la chiostra scura dei monti accenderà un piccolo fuoco di sterpi per scaldarsi,  poi con la prima brezza della sera scenderà al villaggio accompagnato dalla colonna sonora della sua musica nelle cuffiette e quella notte dormirà soddisfatto nel suo letto.

Il giorno dopo gli era venuto #vogliadiscrivereinfretta, cercando di star dietro al pensiero, aveva cominciato a radunare le parole ammucchiandole sul foglio nella parte sinistra così come capitava, senza articoli e punteggiatura…

Però poi non si capiva bene quello che aveva scritto, lo aveva fatto talmente in fretta che una parte della frasi risultava frantumata, caso così invece bianco sinistra perché sopravveniva entrando strada salita ingresso paese lastricata subito inizio recinto piccola piazza strada Montenotte sopra paese cartina diversa…

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Prima che si fermasse era passato un po’ di tempo: una parte di quello che aveva scritto senza articoli e senso della narrazione lo aveva in parte cancellato ed era rimasto a pensare, senza fare nulla. Le parole messe in una sequenza logica gli servivano per capire il suo senso dello scrivere ma i lettori estranei avrebbero avuto difficoltà a seguire il pensiero scritto in quel modo.

Bruno Chiarlone Debenedetti

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