SIAMO SOLO LINGUAGGIO DELL’ARTE

SIAMO SOLO LINGUAGGIO DELL’ARTE

Le scienze cognitive e l’evoluzione digitale stanno mettendo a fuoco la vera “anima” dei linguaggi dell’arte, ossia la loro “non anima”, l’anima è nel linguaggio stesso.
Si muore, si vive ed esiste solo in base ed in funzione del linguaggio.

 Il sistema culturale umanistico dell’arte, basato sulla realtà sacra ed interiore dell’artista come genio e talento “naturale”, sceso sulla terra ed illuminato dal sacro fuoco dell’arte perché divino, in grado di dare significato e lettura etica, estetica e politica del mondo è una solenne stronzata, altro non è che Cristianesimo traslato nel linguaggio, che configura l’anima libera ed eterna in ciascun artista fatto uomo.

Negli ultimi due secoli, questa idea, rappresentazione e configurazione dell’artista, come essere eletto e spirituale è andata in frantumi.

Gli scienziati, i sociologi, i biologi, gli etologici, i ricercatori, hanno dimostrato e stanno progressivamente dimostrando che non esiste anima e non esiste anima d’artista, tutto quello rende uomini ed artisti è il linguaggio; il linguaggio dell’arte è ormoni, geni e sinapsi tradotti in gesti e segni; nessun libero arbitrio, nessun grosso distinguo tra noi ed un qualsiasi altro animale che non sia il linguaggio dell’arte e la sua evoluzione scritta e parlata.

“Gli scienziati, i sociologi, i biologi, gli etologici, i ricercatori, hanno dimostrato e stanno progressivamente dimostrando che non esiste anima e non esiste anima d’artista, tutto quello rende uomini ed artisti è il linguaggio; il linguaggio dell’arte è ormoni, geni e sinapsi tradotti in gesti e segni; nessun libero arbitrio, nessun grosso distinguo tra noi ed un qualsiasi altro animale che non sia il linguaggio dell’arte e la sua evoluzione scritta e parlata.”

Certo si tratta di una verità quantomeno imbarazzante, ma è solo prendendone atto che si può continuare ad evolvere con la percezione d’essere umani.

Per questo è inimmaginabile pensare a luoghi privi d’educazione all’arte ed ai suoi processi cognitivi e linguistici, non lasciamo niente altro che sviluppo del linguaggio.
I linguaggi dell’arte (tutti e in tutti i loro percorsi di genere) sono come parassiti, virus d’idee e concetti culturali che si muovono a viaggiano di corpo in corpo, si muovono da un organismo ad un altro che raccoglie le informazioni ricevute e le sviluppa, queste elaborazioni sono indipendenti da chi le ospita, questo sono i processi d’elaborazione artistica e culturale.
I linguaggi dell’arte si sono nei secoli moltiplicati, si sono consumati, sono cambiati, si sono venduti, si sono svenduti, si sono diffusi e protetti.
L’uomo muore, ma nella sua evoluzione processuale culturale, il linguaggio dell’arte in autonomia continua il suo percorso, un codice che si replica e si sviluppa.

Memetica che si muove e muta nel tempo, replica e sviluppo d’unità d’informazioni culturali, raccolte e registrate in maniera diversa.

“I linguaggi dell’arte (tutti e in tutti i loro percorsi di genere) sono come parassiti, virus d’idee e concetti culturali che si muovono a viaggiano di corpo in corpo, si muovono da un organismo ad un altro che raccoglie le informazioni ricevute e le sviluppa, queste elaborazioni sono indipendenti da chi le ospita, questo sono i processi d’elaborazione artistica e culturale.”

Vince il linguaggio dell’arte e la cultura che sa riprodursi, Van Gogh è il suo linguaggio, dell’uomo Van Gogh realmente non si è mai interessato nessuno se non per alimentare luoghi comuni e sciocchezze sull’arte.
Le culture si muovono ed autopropagano senza badare al beneficio dell’umano, altrimenti non le si consegnerebbe inermi al mercato privatizzato.

 

Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather