Sinistra: odio il povero e amo il padrone!

Ma se uno studente o un neolaureato potesse scegliere tra:

  • 450 euro per i tirocini in tribunale di cui si vantano le canaglie che ci governano.
  • 750 euro a marcire in un call center, un cottimo di pochi euro l’ora a distribuire cibo in bicicletta.
  • Il cagnolino ammaestrato per una paga da fame nelle catene Eataly di Farinetti.
  • Un lavoro in cantiere pagato a vouchers o 780 euro di reddito di cittadinanza con la possibilità di cercare un lavoro dignitoso.
  • Continuare la propria formazione fuori dai ricatti.  Secondo voi, questo giovane, cosa sceglierebbe?
    L’avversione per il reddito di cittadinanza di Renzifonzi, Boschi, Pigliaru, Massimo Zedda, Emiliano Deiana e l’esercito dei loro pretoriani, non è solo odio per i poveri ma è anche difesa sfrontata di un’impalcatura diffusa di sfruttamento del lavoro, dei corpi, delle speranze e delle aspirazioni di esseri umani.

    C’è l’odio per i poveri, sicuro, ma anche un grande amore per i padroni, dietro queste manifestazioni plateali.

Una sinistra vera, di fronte all’inganno del reddito di sudditanza nazi-grillino, avrebbe dovuto rilanciare da sinistra e invece contrasta i populismi con l’odio per i poveri e l’amore servile per padroni e sfruttatori.

Antonio Musa Bottero

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